venerdì 21 ottobre 2011

Costi & Qualità - Il punto

Nelle varie manovre economiche che sono state fatte negli ultimi mesi si è verificato un fenomeno particolare: molti interventi, pur non riferendosi direttamente al settore sociale e mantenendo caratteri generali, incidono profondamente sul nostro sistema di welfare.
Questo effetto ce l’hanno, per esempio, i tagli sui trasferimenti agli enti locali e ciò è grave perché, a ben guardare, è proprio il Comune che offre ai cittadini le più importanti azioni di sostegno del welfare mediante erogazione di servizi. Una riduzione della finanza derivata dei comuni non può che provocare una situazione progressivamente devastante nel dilemma tra eliminare i servizi o aumentare la tassazione locale o entrambe le cose. I tiket sanitari poi e altri provvedimenti colpiscono in modo diretto i cittadini che più hanno bisogno e Il risultato, alla fine, non è altro che un impoverimento delle famiglie che pagheranno più tasse e avranno meno servizi. Forse si pensa che in periferia ci sia confusione e sprechi ma non credo che sia così o comunque se c’è confusione e spreco, non ce n’è più che nell’Amministrazione dello Stato!
Così si può dire che la crisi internazionale e i provvedimenti adottati per arginarne gli effetti rimandano indietro il livello del welfare state, in modo graduale e a volte appena percepibile ma continuo e inesorabile. Per un verso viene spontaneo di criticare il Governo, ma non possiamo non ammettere che nel contesto generale di crisi tutti gli ambiti della vita sociale finiranno nel mirino prima o poi. Se ci sono meno soldi in tasca non si può continuare a spendere come prima: è logico! Il Governo può senza dubbio essere criticato, in particolare per dare uno stimolo riformatore, perché non è giusto incidere sulla qualità di vita della gente e soprattutto delle classi più deboli attraverso azioni che non si dichiarano apertamente riferite al welfare ma ne modificano la natura socio-economica senza incidere sulle sue caratteristiche strutturali. Qui si tratta di riformare il sistema di welfare immaginato dalla legge 328/2000, non di fare tagli finanziari indiscriminati che rendono il dettato della legge una mera speranza per un futuro incerto.
È chiaro, la riforma deve avvenire in base alla nuova realtà socio-economica e anche tenendo conto delle normative regionali sull’accreditamento che hanno portato complessivamente una profonda innovazione o, a volte, confusione altrettanto profonda. I compiti dell’Amministrazione pubblica sono chiari e definiti? Sono coerenti con la logica del contenimento e della salvaguardia dei diritti? Si ha la sensazione che nessuno oggi nella politica che conta abbia voglia di impegnarsi su questi temi in modo esplicito e questo è uno dei nodi da sciogliere. Abbiamo bisogno di riformare il welfare e dobbiamo farlo in modo esplicito e col contributo di tutte le forze che a vario titolo concorrono alla sua gestione.
Per parte nostra ci proponiamo di lanciare alcuni temi per la discussione e quindi contribuire alla ripresa di un dibattito. Riteniamo che si debba stringere un nuovo patto di collaborazione tra gli amministratori pubblici, i dirigenti e gli operatori nonché i responsabili del terzo settore e quindi lanciamo un invito con forza. Occorre partecipare per non essere sopraffatti: il nostro settore naviga in acque ancora più difficili di altri per diverse ragioni. Prima di tutto c’è una evidente eterogeneità di operatori e altri attori. L’eterogeneità potrebbe anche essere un elemento positivo perché ad ognuno corrisponde qualche elemento di forza peculiare, ma occorre mettere in rete le forze altrimenti l’essere diversi non serve a nulla se non a dividere.
Mettere in rete i servizi e liberalizzare gli accreditamenti. Combattere le rendite di posizione in cui si annidano sprechi e inefficienze. Non sono dichiarazioni vuote, basta analizzare i diversi contenuti in termini di costi e qualità dei vari servizi e dei vari gestori per comprendere come sia vaga e improponibile l’idea che si possano definire degli standard generali di costi e qualità.
Standard che possano essere ugualmente validi per le diverse regioni o per le diverse tipologie di gestore.
Mettere in rete anche “i saperi” perché tutti possono imparare qualcosa dagli altri. Si è combattuta l’autoreferenzialità delle singole strutture e siamo arrivati ad un fenomeno ugualmente distorto a livello di Regioni. Ogni Regione pensa di aver trovato la ricetta e troppo spesso si richiude su di essa senza rendersi conto che un simile atteggiamento di chiusura non favorisce evoluzioni possibili.
E per chiudere un paio di domande:
il personale è pronto ad affrontare un cambiamento importante? La dirigenza è consapevole della complessità ed è in grado di guidare un’evoluzione non facile, visto che si tratta di combattere contro una riduzione di risorse?
Le industrie che danno prodotti e servizi alle strutture operative di assistenza possono essere coinvolte nel processo di cambiamento? Hanno di sicuro interesse a mantenere in vita il settore e possibilmente svilupparlo, quindi in che modo possono essere coinvolte attivamente?
Prossimamente si cercherà qualche approfondimento rispetto a queste due domande così da preparare il terreno al dibattito che si prospetta forte e costruttivo del talk show organizzato da Maggioli al forum sulla non autosufficienza (10 novembre – Bologna Savoia Hotel) proprio sul tema costi e qualità. 
Crediamo sia importante partecipare a questo Talk Show. Quanto meno è ora di parlare chiaramente di ciò che non va. Qui siamo messi male e lo dobbiamo dire!!

Visita il sito del forum e leggi  il programma del Talk Show

Guarda su youtube questo video di Vasco Rossi   
.... io non ho voglia  più di fare finta che, che vada tutto bene solo perché c'è!
Guardami, io sono qui, e te lo voglio urlare: io sto male!!



venerdì 30 settembre 2011

"Assistenza Anziani" Qualità e misurazione

L’ATTIVITÀ SOCIO-ASSISTENZIALE È SVOLTA DA GESTORI MOLTO DIVERSI TRA LORO. TUTTI HANNO PREGI E DIFETTI E NON VANNO ESENTI DA GIUDIZI NEGATIVI, A VOLTE ANCHE PREGIUDIZIALI. 
LA VALUTAZIONE E MISURAZIONE SONO AZIONI INDISPENSABILI, MA GLI INDICATORI ATTUALMENTE PRESENTI NELLE NORME DI ACCREDITAMENTO NON BASTANO, OCCORRONO REGOLE CHE UNISCANO L’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ ALLA RENDICONTAZIONE PUBBLICA SIA PER GLI ENTI GESTORI CHE PER LA REGIONE.


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giovedì 29 settembre 2011

La Squadra si prepara

La preparazione degli eventi ANOSS al "Forum sulla non autosufficienza" organizzato dalla Maggioli a Bologna il 9 e 10 novembre è già stata concretamente avviata con riunioni e incontri tesi a preparare i relatori.
L'obiettivo è proporre al pubblico un modello comunicativo nuovo e di un certo impatto emotivo.
"La Squadra" proporrà la realizzazione di un PAI in diretta con possibilità di intervento e commenti da parte del pubblico.

Seguirà una breve rappresentazione sulla "Vita dell'operatore di assistenza"

Clicca e guarda il video su you-tube




Il Workshop "La Squadra" ha ottenuto 3 crediti ECM per tutte le professioni!!

mercoledì 21 settembre 2011

LA SQUADRA - Prosegue la preparazione

Workshop ANOSS
L'evento sarà realizzato in collaborazione con CENTRO STUDI INTERNAZIONALE PERUSINI ALZHEIMER 

TITOLO:
LA SQUADRA
La vita di un nucleo.. dalla mattina alla sera


CHAIRMAN – Renato Dapero - Presidente ANOSS Sez. Emilia Romagna

RELATORI
componenti della “SQUADRA” dell’Istituto “E. Bazzi” di Castelvetro (PC)
Monica Alessandra  RAA (Responsabili Attività Assistenziali)
Donatella Garbi RAS (Responsabile Attività Sanitaria)
Natascia Magnifico e Gianluigi Rossetti (OSS)
Lino Bartolini Medico di struttura Istituto
Nicola Pisaroni Coordinatore responsabile

ALTRI INTERPRETI
Letizia Espanoli
Formatrice e Presidente Centro Studi Perusini Alzheimer
Irene Bruno
Direttore della Residenza “I Platani” (Bologna)

Con Irene e Letizia realizziamo una scena ispirata al teatro greco. La Squadra diventa il “coro” e le due “attrici” interpretano la maschera tragica e la maschera comica.
La prima interpreta il disagio del lavoro di cura  e la seconda invece intona un inno alla grandezza e bellezza umana del lavoro di cura.


Obiettivi e finalità:
Questo workshop si propone di illustrare le difficoltà nella gestione di un gruppo di lavoro attraverso esempi concreti di vita vissuta. I relatori, appartenenti alla stessa struttura e concretamente abituati a lavorare in team,  svolgeranno tutti lo stesso tema secondo una specifica declinazione richiesta dal loro ruolo all’interno della realtà in cui operano.
La qualità tecnica degli interventi, le difficoltà di comunicazione interprofessionale, gli strumenti utilizzati, le soddisfazioni per i successi ottenuti, e le emozioni negative per gli insuccessi o peri  momenti di caduta di passione per le avversità organizzative, strutturali e giuridico - amministrative incontrate. Tutto questo e molto altro ancora esprimeranno con la semplicità e la verità dell’interprete reale dei fatti. Ci saranno intermezzi di alleggerimento con letture e interventi ad effetto.


Il programma completo che verrà diffuso successivamente

"NOI"
Noi siamo il punto di partenza, la fonte del nostro lavoro; siamo noi, le nostre storie, i nostri sogni, desideri... noi stessi che parleremo di noi e del nostro lavoro"

"NOI E VOI"
Vogliamo giocare mentre ci raccontiamo, vogliamo condividere quello che siamo col mondo che ci circonda e proiettare nello sguardo degli altri il nostro pensiero e le nostre emozioni.

"TUTTI"
Perché i contenuti della nostra storia, attraverso l'elaborazione del racconto si decanti in un processo di trasformazione che la rende significativa per tutti

Sarà elemento caratterizzante di tutto il percorso l'interazione continua tra conduttore e gruppo, interazione che si estenderà a tutti i presenti verso la creazione di un "qui e ora" tale da assicurare autenticità nell'incontro con gli altri e con sé stessi. Lo scopo è sviluppare la capacità di pensiero assertivo e positivo e la possibilità di farne esperienza diretta durante il convegno.
Questo evento è un’occasione per conoscersi, per scoprirsi in modo diverso, sollecitando parti di noi che nella vita quotidiana tendiamo ad ignorare. Con questo incontro tenteremo di riscoprire il racconto come momento di conoscenza e consapevolezza.
Particolare attenzione verrà dedicata alla rottura dei meccanismi consueti della comunicazione per favorire l’accesso a nuove e personali scoperte, combinazioni tali da far sentire ogni singolo partecipante parte attiva di una sorta di azione scenica.
Appunti di lavoro.
1° incontro de “La Squadra”
Si è pensato di trattare tre temi: a) l’ingresso di un nuovo ospite, b) la stesura di un PAI, c) Il rapporto coi parenti.
L’ingresso del nuovo ospite è un momento critico. Un momento in cui si effettuano osservazioni e si scambiano valutazioni. Si fa un lavoro di osservazione ampio e la presa in carico oltre che dell’ospite è riferita anche alle persone del contesto. Al termine della fase si definiscono gli elementi su cui deve essere effettuato il monitoraggio stabilendone anche la durata. Si tratta di selezionare un “Personaggio Tipo” possibilmente preso dalla realtà così non c’è neanche da inventare. Ovviamente cambiando nome e riferimenti che lo possono individuare.
Per quanto riguarda il PAI rispondiamo prima di tutto alla domanda: dopo quanto tempo? Dipende dalle condizioni generali del soggetto e dalle circostanze. Si può continuare col “Personaggio Tipo” e sviluppare al momento la stesura del PAI utilizzando il modello allegato che è quello normalmente in uso al Biazzi. Un operatore ANOSS scrive in diretta i dati che vengono proiettati per tutti.
Sul problema del rapporto coi parenti si può completare l’analisi del “Personaggio tipo” oppure inserire alcuni casi interessanti come quello della figlia che è stata tanti anni in America o altri casi eclatanti presi ovviamente dall’esperienza.
Nella prossima riunione  si definisce “Il Personaggio” e il relativo PAI.
Ricordo a Gianluigi di portare la chitarra che magari sentiamo qualche accordo.



Incontro con Letizia e Irene del 23 agosto
In data 23 agosto alle ore 15 presso a sede dell’associazione a Piacenza si è tenuto un incontro di preparazione dell’evento “La Squadra”, in particolare la parte che riguarda il loro intervento che chiuderà in modo scenico la giornata. Il gruppo di lavoro, integrato da una giovane collaboratrice (Giulia – studentessa di filosofia), ha svolto prima di tutto un’analisi di carattere generale dove sono stati messi in evidenza alcuni punti cruciali che riguardano gli operatori. Sono stanchi di essere poco considerati. Il burn out colpisce in modo meno frequente e in misura minore chi è dotato di una maggior sensibilità e preparazione, Il personale operativo ha un sostanziale bisogno di essere riconosciuto dai sui capi che devono essere capaci di distinguere tra i diversi livello di capacità, di preparazione e di sensibilità umana. La formazione è un problema che riguarda tutti i livelli, c’è una grande necessità di sviluppare modelli di selezione e di formazione coerenti con questi problemi che sono gli obiettivi più significativi da perseguire in un momento in cui si assiste ad una diminuzione delle risorse. Se le risorse diminuiscono, considerato che il personale è l’80 % del costo dei nostri servizi, dobbiamo far in modo che la risorsa personale sia la più adeguata alla nuova domanda.
Occorre una management dotato di “Visione” e occorre una revisione del linguaggio per rendere l’immagine del nostro lavoro e le innumerevoli immagini delle innumerevoli parti in cui esso si compone diverse da quelle attuali che sono figlie della cultura burocratica che le ha prodotte. Si fa l’esempio della proposizione “Mantenere le capacità residue” che sarebbe meglio cambiare in “Sviluppare le attitudini personali” o altra da decidere ma non parlare di mantenere che è un verbo statico e ancor meno di capacità residue che vuol dire ciò che resta dopo il buono
Nel merito della recita si sono decisi alcuni presupposti e alcune tracce. Prima di tutto si è pensato che i temi debbano essere gli stessi de “La  Squadra” quindi: L’ingresso di un nuovo ospite, il PAI e il rapporto coi parenti. “LA Squadra” rimane presente e attiva e rivolge le domande alla protagonista della maschera tragica, cioè quella che interpreta la parte i ci vede il lavoro in RSA in modo negativo. Le domande verranno definite e messe a disposizione cosicché la Squadra, che svolge le funzioni del Coro nella tragedia greca, sarà la voce che porta il dubbio e costringe alla riflessione.
Il Coro sostanzialmente è prima di tutto la voce antagonista della maschera tragica. Si è ipotizzato che le domande potrebbero essere lette da persone singole e potrebbero rappresentare una domanda tipo dell’ospite (altra parola che secondo Letizia dovrebbe essere cambiata in residente).
Solo a titolo di esempio si è detto:
“Voglio fare la pipi, voglio mia mamma, voglio andare a casa, voglio mio figlio che non viene mai, questa frittata non mi piace..” poi alcune frasi tipiche di affetti da Alzheimer come: “Aspetto mio padre che mi viene a prendere a scuola, devo andare all’estero, mi aspettano in Germania, ..ma tu che sei mio figlio perché non mi porti a casa?”.
Le due interpreti, una volta definite le domande, andranno invece a braccio.
Si è ricordata la frase di Gandhi:
·       attento alle tue parole perché diventano i tuoi pensieri
·       attento ai tuoi pensieri perché diventano le tue azioni
·       attento alle tue azioni perché diventano le tue abitudini
·       attento alle tue abitudini perché diventano il tuo destino
Bisogna stimolare il desiderio al cambiamento usando i sensi e le immagini e si è pensato alla fine anche all’immagine di Martin Luter King che dichiara “I Have a dream”





2° incontro de “La Squadra”(24-ago)
Si è pensato in primo luogo che il lavoro si debba svolgere in modo rapido e che sia meglio evitare di soffermarsi troppo sugli aspetti tecnici.
Riportando alla “Squadra” gli esiti dell’incontro con Irene e Letizia ci si è soffermati sulla lettura dei punti cruciali che riguardano gli operatori. Tale lettura ha provocato una generale condivisione con forte sottolineatura dell’importanza della valorizzazione degli operatori e del loro coinvolgimento. Ciò ha fatto pensare che sia effettivamente un elemento cruciale dell’organizzazione e che richiede un attenzione particolare nella fase di preparazione e di presentazione poi del lavoro di squadra.
Gianluigi Rossetti assicura la produzione di un altro racconto entro pochi giorni così da arricchire il libro che si darà in omaggio ai partecipanti ed esprime alcune perplessità sul suo intervento musicale di supporto all’interpretazione di Irene e Letizia. Perplessità che dipendono dal fatto di non conoscere i testi e quindi di non sapere in anticipo in quale momento intervenire e con quali toni. In assenza di un certo grado di informazione preventiva teme di non poter far un buon lavoro. Si è pensato alla fine che sarà sufficiente almeno conoscere le domande che il coro porrà ad Irene che è quella che dovrà sostenere la parte più drammatica e più imprevedibile per le diverse sfumature di toni emotivi che avrà il discorso e che dovrà avere, di conseguenza, la musica di accompagnamento.
Quanto agli altri aspetti è stato deciso di utilizzare solo la prima parte della documentazione cioè il PAI vero e proprio e non anche la diagnosi infermieristica.
Il gruppo in conclusione ha poi deciso di trattare un solo caso e di sceglierlo nell’ambito di alcune possibili scelte concretamente offerte dalla realtà. Comunque per sicurezza meglio avere due opzioni disponibili.
Si è fissata la prossima riunione per il 14 settembre al pomeriggio alle 14,30 sempre nella sede del Biazzi.

Istituto “Emilio Biazzi” – i.p.a.b. – Struttura Protetta
29010   CASTELVETRO PIACENTINO (PIACENZA)

PROGETTO ASSISTENZIALE INDIVIDUALE

PAI N°……


NOME E COGNOME DELL’OSPITE:

………………………………………………………………………………………………………..


DATA DI FORMULAZIONE DEL PAI:…………………………

A cura di:

MEDICO: ……………………………………………………………...FIRMA……………………………………

FISIOTERAPISTA…………………………………………….............FIRMA……………………………………

INFERMIERE TUTOR…………………………………………….….FIRMA……………………………………

O.S.S. TUTOR…………………………………………………………FIRMA……………………………………

R.A.I……………………………………………………………………FIRMA……………………………………

R.A.A…………………………………………………………………..FIRMA……………………………………

ANIMATRICE………………………………………………………...FIRMA……………………………………

FAMIGLIARE/OSPITE……………………………………………….FIRMA……………………………………

GRADO DI SODDISFAZIONE DEL FAMIGLIARE: barri con una X la faccina che più si avvicina al suo grado di
soddisfazione in merito all’assistenza socio-sanitaria offerta dai Professional dell’Istituto


Commenti/consigli………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………...

BISOGNO/PROBLEMA
OBIETTIVO
INTERVENTO
FIGURE INCARICATE
R=Responsabile C=Coinvolto
























































                                                                  NOTE VARIE: 

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………………


X
Parametro di controllo
Valori attuali
Criteri di risultato
Valori al__/__/_____






Cartella Clinica




Cartella assistenziale integrata




Revisioni  precedenti




MMS




Barthel




Braden




Plymounth




Ucla




Tinetti




Scala Biazzi




Scala VAS




Altro




Legenda: > maggiore; ≥ maggiore o uguale; < minore; ≤ minore o uguale


DATA PREVISTA DI VERIFICA:…….........................................
 


PAI n°____ Verifica del ___/___/_______
Note……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

MEDICO: ……………………………………………………………...FIRMA……………………………………

FISIOTERAPISTA…………………………………………….............FIRMA……………………………………

INFERMIERE TUTOR…………………………………………….….FIRMA……………………………………

O.S.S. TUTOR…………………………………………………………FIRMA……………………………………

R.A.I……………………………………………………………………FIRMA……………………………………

R.A.A…………………………………………………………………..FIRMA……………………………………

ANIMATRICE………………………………………………………...FIRMA……………………………………

FAMIGLIARE/OSPITE……………………………………………….FIRMA……………………………………

venerdì 12 agosto 2011

Buon Ferragosto - caro operatore

Come ogni anno di questi tempi si pensa  di mandare un augurio per Ferragosto. Di solito si sceglie un’immagine vacanziera con il mare sullo sfondo, un ombrellone e qualcuno spaparanzato..ma quest’anno si fa fatica ad affrontare in modo spensierato questo periodo.
E allora, malgrado la crisi, cerchiamo di prenderla con un  po’ di ironia.
Avete visto le  facce dei nostri ministri? Non  belle..!  La bella signora occhioni neri  da un po’ non la inquadrano più, inquadrano solo dei visi tirati e delle teste più imbiancate o scapigliate. Ovviamente c’è anche chi i capelli bianchi non ce li avrà mai, anzi ne ha sempre di più e sempre più colorati. Adesso però gli sono venuti meno quei bellissimi  sorrisi artificiali che tanto ci rasserenavano quando tutto andava bene, ovvero l’orchestra continuava a suonare mentre il Titanic affondava.
E i mille? Non quelli di Garibaldi, quelli qualcosa han fatto! Parlavo dei mille parlamentari che, poveretti, quest’anno dovranno garantire la reperibilità durante i sacrosanti  40 giorni di ferie. Non è ancora stato chiarito se durante l’anno  lavorano o se fanno danno: forse se stanno a casa almeno non fanno danno..!  Ma no , quest’estate va tutto male e magari dovranno tornare ai lavori forzati: alza la manina, schiaccia il pulsante (solo il tuo, mi raccomando!); tanto chi ci ragiona sulle cose? Fate quello che vi dicono i capi,  Diavolo, non vorrete mica pensarci tutti!
Ma, come si diceva, che facce! Volete vedere che sono preoccupati per il fatto che inevitabilmente dovranno peggiorare le loro condizioni economiche?? 
Già perché tutti, proprio tutti, stanno dicendo che bisogna mettere un freno ai costi della politica e addirittura ormai è diventato di dominio pubblico il menù del Senato della Repubblica coi relativi prezzi. 
Poveri politici nazionali se si riducono lo stipendio non potranno più spendere come prima e addirittura dovranno rinunciare al “Risotto con rombo e fiori di zucca” (€ 3,34)  e accontentarsi di “Penne (ovviamente) all’arrabbiata” per una spesa di ben € 1,60..! o si porteranno da bere da casa per evitare la “Spesa folle” di € 0,67 per una c.d. bevanda standard. Clicca e vai al listino del ristorante del Senato..!

È cominciata la primavera araba e c’è in corso qualche movimento anche dei giovani nelle principali città europee. Alcuni dittatori  sono stati banditi. Va bene che chi aveva un dittatore sapeva con chi prendersela, ma noi almeno possiamo  indignarci attivamente  e cominciare un “autunno caldo italiano”?

Si potrebbe fare una “marcia su Roma!”, potremmo andare nei palazzi e tirarli fuori tutti. E poi? Poi vedremo.  Magari prendiamo tutti i decreti, i regolamenti, le leggi, chiamiamo i pompieri, quelli di Fahrenheit 451 e mandiamo tutto al rogo.(Il racconto originale di Bradbury da cui è stato tratto il famoso film si intitolava appunto “Gli anni del rogo”). Nella vicenda di Fahrenheit 451 (è la temperatura a cui avviene autocombustione dei libri) il Governo mandava i pompieri a bruciare i libri perché il popolo doveva essere “Istruito” solo attraverso la televisione (Pensate un po’). Bene noi dovremmo andare a Roma col lanciafiamme per bruciare tutto, non i libri o le persone, ma tutta la produzione legislativa perché in tal modo distruggeremmo il nascondiglio, la struttura di parole e di carta che tutto vieta e tutto giustifica.
Abbiamo bisogno di un bilancio in pareggio e il Governo propone di mettere il pareggio nella Costituzione: quando si devono fare cose concrete  i nostri governanti pensano a una legge..!
Basta, leggi, basta decreti legge, basta processi brevi, processi lunghi e inchieste sulla  P3, sulla P4 e così via enumerando: se non ci fossero così tante leggi sarebbe più difficile nascondere le proprie malefatte, la trasparenza non ci potrà mai essere dietro a una montagna di carta. Ma dopo un immenso rogo si potrebbe incominciare a intravedere qualcosa. Soprattutto se qualcun altro, alcuni nuovi e pochi rappresentanti del popolo potranno rimettere mano nella legislazione dando una nuova impronta alle cose suprando questo momento che insieme alle ideologie ha buttato via anche il senso etico della politica, del lavoro e della vita.

Dove non arrivano con le parole di carta, poi,  arrivano con le parole dell’oracolo televisivo. Avete visto ad esempio la pubblicità progresso per combattere l’evasione?. Bella, bellissima e soprattutto efficace. . “Se tutti paghiamo le tasse pagheremo meno e lo Stato ci ripagherà con servizi migliori” Efficace con chi? Con le menti semplici e ingenue di coloro che si lamentano, protestano ma poi da bravi bambini pagano e votano, continuando a votare la stessa gente, magnifico! Possiamo star certi che gli evasori (e sappiamo benissimo tutti in quali categorie professionali si annidano)  adesso incominceranno a tremare e correranno a pagare anche gli arretrati!

Cerchiamo di ridere per non piangere, ma ricordiamoci che dobbiamo imparare qualcosa da queste giornate  silenziose e torpide come sempre d'estate ma rotte ogni tanto da comunicazioni che dovrebbero scuotere come quelle dei disordini in Spagna, o a Londra. Sembra che la storia stia cominciando a presentare il conto  e quindi  affrettiamoci, facciamo un po’ di vacanza e poi via, al lavoro!
Al lavoro con una convinzione: dare il nostro contributo a creare un’opinione pubblica impegnata, a diffondere un messaggio di responsabilità e impegno, leale verso  tutti coloro che si adoperano per risollevare  il senso etico del lavoro e dello Stato prima ancora del pareggio economico. 

Dobbiamo impegnarci per trovare una lingua comune e un condivisibile  programma  di formazione per sostenere la motivazione e ridare credibilità sociale al lavoro di assistenza.


Diamoci da fare, “L’utopia è a portata di mano nei momenti di crisi!” 
Ok, buone vacanze. Ci vediamo presto.. al lavoro!