sabato 27 luglio 2013

Sanità e servizi sociosanitari. Un diritto?

Si legge spesso che il Servizio Sanitario pubblico è una conquista sociale irrinunciabile per l’uguaglianza e la dignità dei cittadini e che non si devono accettare modifiche riduttive del nostro sistema a volte anche mobilitando la popolazione per sottoscrivere petizioni.È vero la costituzione ha sancito il diritto all’art. 32 che recita testualmente:
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Ho recentemente letto una lucida ricostruzione delle interpretazioni che storicamente sono state date alla norma costituzionale (Fernando Sacco[1]) e ha appreso come la consapevolezza del senso e dell’intensità del diritto alla salute sia andato nel tempo aggiornandosi rispetto alla realtà. La riforma del 1978 con la legge 833 ha dato alla norma regionale un valore precettivo che in precedenza l’interpretazione corrente le aveva negato ritenendola meramente programmatoria. Ciò significa  ch a partire dalla legge di riforma la salute diventa un diritto soggettivo[2]. Peccato che a partire da quel momento si è scatenato l’inferno della politica nazionale e regionale su questo tema mentre lo Stato italiano l’Europa e il mondo intero incominciava la sua tempestosa navigazione verso una crisi economica senza precedenti.
Dare tutto  a tutti non era mai stato possibile ma lo diventa sempre meno quindi si passa ad una diversa interpretazione del valore dispositivo della norma costituzionale e si definiscono i Livelli Essenziali di Assistenza. Si riconosce inoltre che il sistema di produzione è troppo politicizzato e gestito dai partiti e si creano le Aziende sanitarie al poste delle vecchie USL.
Poi arriva la riforma del Titolo quinto della costituzione che attribuisce alle Regioni la titolarità esclusiva della materia e a questo punto il “patatrak” è compiuto!
Le riforme degli anni ’90 hanno cercato di modificare gli errori a livello di organizzazione aziendale con un’azione (illusoria) tesa a sottrarre l’organizzazione all’ingerenza dei partiti, mentre la riforma costituzionale del 2003 (Titolo V Cost.) ha cercato di favorire l’autonomia. Nessuna delle due ha funzionato, la prima perché la politica non ha fatto nessun passo indietro, anzi. Al di là della riduzione numerica degli addetti agli organi di programmazione controllo e gestione non si è andati. Poco importa se non c’è più un Consiglio di Amministrazione e tutto il potere operativo si concentra nel Direttore. Ciò che conta è che l’organo da cui dipende il Direttore è un organo saldamente incardinato nel sistema politico, quindi, al di là delle belle parole di efficienza e d efficacia il mandato che il Direttore riceverà sarà sempre a sfondo politico.. e non ci sarebbe niente di male se la politica facesse il suo dovere col lealtà e senso di rispetto della cittadinanza rappresentata. Ma non è così oggi al Governo centrale e ancor più in periferia la politica è profondamente malata di autoreferenzialità e incompetenza. Sappiamo che  benché malata continua ad agire peggiorando ogni giorno la situazione. Nel celebre pezzo di Einstein sulla crisi e sulla necessità di innovazione c’è un’affermazione che mi piace citare in questo caso. “La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita”. Forse nel caso della sanità italiana non è tanto la pigrizia ma è proprio solo e soltanto l’incompetenza. I nostri amministratori politici non sanno niente, non hanno imparato  a gestire gli alti compiti del loro ruolo. Perché nessuno glielo ha insegnato, perché i pochi capi consapevoli e imbroglioni volevano solo degli “utili ignoranti” al loro seguito. Se questo è successo nel Governo centrale figuriamoci a valle!! Due sole modalità di gestione della politica incarnate dalle due formazioni principali. Gestire i rapporti con organismi privati o gestire direttamente i servizi con difetti diversi ma gravi comunque. Nel primo caso nessun spreco da parte di chi produce i servizi ma un margine nascosto indecifrabile e non quantificabile se non attraverso le stime sulla corruzione della Corte dei Conti, mentre nel secondo caso lo spreco c’è ed è dato da una illusione di servizio universalistico attraverso un’interpretazione clientelare dell’organizzazione e del servizio stesso.
I nostri politici nazionali rimandano e quelli regionali continuano ad ingrassare fornitori e clientes.
Questo in sanità e nei servizi socio assistenziali? Peggio, è ovvio.




[1] Dr. Fernando Sacco già Direttore del Dipartimento Risorse Umane dell’ASL n°9 di Trapani esperto di legislazione sanitaria e organizzazione aziendale

domenica 14 luglio 2013

Lettera a un amico

 Ho scritto a un amico. Un messaggio breve come si usa adesso. Poi ho riletto il messaggio e mi son detto: questo vale in generale, non è una comunicazione a un amico, è l’espressione di un’idea, più o meno condivisibile, ma un’idea. Allora la decisione di pubblicare questa lettera:

“Caro Amico,
domani sarò nella tua città, sarò al convegno che ti ho detto, spero di vederti così parliamo degli argomenti che stai studiando. La mia opinione è che le ASP sono un totale fallimento rappresentativo della crisi strutturale della burocrazia della regione spinta da ragioni ideologiche peraltro antiquate e inconsistenti con nessuna prospettiva efficiente sotto il profilo economico, organizzativo e sociale. Dare tutto a un unico ente a conduzione monocratica puzza di Cremlino, ma è molto triste essere post comunisti in un mondo come il nostro dopo che il comunismo applicato è praticamente scomparso in ogni parte del mondo civile. Attaccarsi alle idee del passato che hanno fatto storia ma che sono finite è una follia: è come cercare di correre guardando all'indietro in una foresta irata di rovi. Se la regione va avanti così il servizio pubblico concluderà la sua esistenza in un tempo più o meno lungo. Diciamo che resisterà finché ci saranno enti locali consenzienti a supportarlo. Ma alla fine i soldi finiranno e nessuno potrà più sostenere i maggiori costi, gli sprechi dati dal sistema e dall'endemica incompetenza degli organi monocratici messi dai politici a governare le attività di servizio dove conta anche l’aspetto economico (e come se conta) a dispetto della definizione che le ASP sarebbero ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI. Le ASP sono delle aziende… governate dai burocrati e condannate a morire perché non c’è il comunismo a coprirle e siamo in un mondo dove prima o poi, quando Berlusconi uscirà di scena, ci sarà una ripresa di coscienza liberale. Non so se ti piace questa mia tesi e neanche a me piace, ma se il PD invece di fare il partito socialdemocratico di stampo scandinavo o tedesco continua a rigurgitare comunismo e democrazia cristiana è chiaro che a comandare saranno i liberali e grazie a Dio se ne troveremo, perché faranno una politica che magari non mi piacerà molto, ma almeno è una politica. Oggi abbiamo Berlusconi che organizza la destra per difendersi dai processi e il PD che organizza il congresso per difendersi da Renzi…! Ma chi vuoi che pensi davvero a come organizzare i servizi!!
Ciao
Spero di vederti domani per approfondire questo tema
Renato”


martedì 9 luglio 2013

Il Leader: un contributo

L’evoluzione dei servizi, sfida difficile. Il leader operoso.


Ecco il nuovo leader: “uno di noi” uno che corre e tira, uno che si fa rispettare, uno che collabora, uno che rallenta se è il caso perché sa che la velocità della slitta è la velocità del cane più lento.


È necessario premettere qualche osservazione di carattere generale sulle caratteristiche del settore con particolare riferimento alle situazioni che rappresentano una minaccia all'equilibrato sviluppo delle aziende e al miglioramento continuo della qualità dei servizi.
C’è in primo luogo una rapida evoluzione della domanda sia per gli aspetti propriamente clinici che determinano la non autosufficienza sia per le altre caratteristiche personali e famigliari. Di conseguenza è difficile raggiungere obiettivi di benessere sociale adeguati a persone più anziane, con situazioni di non autosufficienza complesse in un contesto socioculturale più avanzato e con una più elevata aspettativa di qualità.
Bisogna poi considerare che la maggior complessità del servizio comporta costi necessariamente elevati e le risorse economiche che lo Stato può mettere a disposizione per favorire la gestione in qualità sono scarse e lo saranno sempre di più almeno per alcuni anni. c'è una diffusa necessità di ricuperare competitività e di offrire una speranza ai giovani, quindi, forse anche opportunamente, le risorse verranno preferibilmente dirottate su investimenti che favoriscano il lavoro e sulla scuola e formazione. Ma questa è un altra questione.
Per raggiungere buoni risultati in questa situazione, ogni azienda, attraverso i suoi responsabili e i suoi operatori dovranno rivedere la vision e la mission e implementare sistemi organizzativi idonei. Nuovi orientamenti saranno indispensabili da parte della politica e da parte dei dirigenti preposti alla progettazione e gestione dei servizi. Tra politici e dirigenti dovrà assestarsi un rapporto collaborativo e di sinergia per evitare qualsiasi spreco di risorse e per garantire la massima efficienza nel reperire, conservare e sviluppare risorse esterne non istituzionali. La politica centrale e anche quella locale dovrà comprendere che non è possibile sostenere la qualità dei servizi in rapporto alle aspettative dell’utenza utilizzando solo risorse dello Stato né sarà possibile scaricare un onere troppo grande sulla famiglie. Si richiederà, in sostanza, una forma di autoaiuto sociale in cui l’azienda di servizi assumerà un ruolo centrale di sintesi e di promozione. Solo la fiducia di consistenti sezioni di società civile verso la legittimità e affidabilità della struttura che produce il servizio farà si che vengano riversate in questa direzione risorse economiche e personali. L’azienda dovrà agire come elemento determinante di questa visione. Dovrà prima di tutto essere credibile sul piano etico e anche dotarsi di una struttura operativa forte e determinata, tarata per evitare gli sprechi e formata alla disciplina e non dovrà distogliere mai lo sguardo dall'unico obiettivo di realizzare buoni servizi accessibili.
È ormai principio largamente condiviso che lo star bene delle persone dipende non solo dal soddisfacimento di bisogni materiali, ma anche di quelli di natura relazionale. Orientamenti recenti in economia tendono ad una visione che supera il concetto di scienza tesa al soddisfacimento di bisogni materiali privilegiando la concezione relazionale. Si parla di applicazione dei principi umani nella soluzione di problemi economici, così possiamo dire che l’economia si avvia ad essere fortemente caratterizzata dalla componente sociale.
Questo vale in generale quindi vi è una diffusa consapevolezza che l’azienda, ogni azienda indipendentemente dal suo prodotto, ha una missione e una responsabilità sociale. A maggior ragione dunque valgono questi principi nelle aziende di servizio alle persone.
Naturalmente porre il fuoco dell’attenzione sugli aspetti relazionali e immateriali non può far dimenticare la dimensione economica nel senso stretto e tradizionale del termine. Ovviamente, per qualsiasi azienda e in qualunque campo operi, non è irrilevante l’equilibrio tra entrate e spese.
Nella fattispecie che ci riguarda, poi, quella dei servizi assistenziali, è pur sempre necessario fare un utilizzo corretto delle risorse con un’attenzione particolare alle risorse pubbliche che, come tutte le risorse sono limitate e derivando dal prelievo fiscale rappresentano un sacrificio per tutti. Nell'uso della risorsa pubblica è doveroso un supplemento di serietà; sempre chi paga ha diritto ad una controprestazione equa e a maggior ragione quando paga le tasse. Non c’è una controprestazione diretta a fronte del prelievo, ma è chiaro che se la gente rilascia coattivamente una parte del reddito a favore dello Stato, questo deve in qualche modo restituire la risorsa prelevata e lo deve fare sotto forma di servizi organizzati direttamente o attraverso gestori affidabili.
Lotta agli sprechi: è uno slogan valido per un imprenditore che vuole guadagnare e ugualmente se non di più per un gestore di servizi destinati al soddisfacimento di un bisogno sociale che utilizza risorse economiche date direttamente dal cittadino o dallo Stato.
Il cliente ha diritto ad una controprestazione soddisfacente e in corretto rapporto col costo sostenuto. Quindi non si può abbassare la guardia sul problema della qualità e in particolare c’è la necessità di ottenere maggior qualità a minor costo. 
Quest’obiettivo non si persegue con metodi matematici perché sarebbero equazioni senza soluzione, deve invece essere ricercato lavorando sul patrimonio immateriale dell’azienda e sfruttando una leadership efficace. Non sarà ad esempio in alcun modo possibile diminuire il personale al di sotto dei parametri minimi richiesti ma si potrà ottenere una performance diversa da uno stesso gruppo.
Non si possono diminuire i parametri così semplicemente: sarebbe taglio indiscriminato. Succede spesso e succederà sempre nella storia, ma non è quello che si deve ricercare. Bisogna utilizzare le risorse in un modo diverso, anche se non basta questa affermazione generica e un po’ semplicistica. Tutte le risorse strumentali devono essere acquisite secondo il principio del massimo risultato col minimo sforzo in termini economici. I fornitori devono dare i migliori prodotti e servizi entro il limite di spesa prefissato sulla base dell’esperienza o con procedimenti diversi purché razionali e controllabili. Dunque il campo di azione più rilevante e dove si richiede l’intervento di un leader formato è quello della gestione del personale che rappresenta oltre il 75 % del costo di produzione dei servizi e dove c’è la possibilità di migliorare la prestazione a parità di costo e quindi la possibilità di ottimizzare il rapporto costo/qualità.
Questo perché se dobbiamo acquistare dei beni non potremo che agire all'interno del prezzo di mercato e dovremo mettere a punto strumenti idonei allo scopo. Ma una cosa è certa i beni o servizi acquistati non hanno un’anima mentre gli uomini ne sono sicuramente dotati e gli stati d’animo possono influire fortemente sui risultati. Le maggiori difficoltà stanno nelle decisioni. Privilegiare una scelta tra situazioni concorrenti è difficile e un leader si misura proprio sulla capacità di decidere tenendo conto del contributo dei suoi collaboratori e sapendo che il capitale umano ha un’importanza determinante nel processo decisionale. Non si può decidere in modo isolato, ma in modo coinvolgente portando al centro le persone che subiranno gli effetti positivi o negativi della decisione stessa.
Il nuovo leader deve cambiare molto nella nuova azienda per adeguarla alla mutata situazione, ma deve tener conto del fatto che le nuove idee nascono dalla mente di una persona che ha una visione più avanzata degli altri, ma che non può tradurle in atto se non le contestualizza in un tempo e in una concezione condivisa. Non deve rischiare di perdere credibilità per il fatto di essere fuori tempo!
Le azioni di cambiamento, è noto, possono sempre incappare in qualche forma di resistenza. Tutti  possono opporsi al cambiamento per esempio perché pensano di perdere qualcosa, o di entrare in un mondo sconosciuto e non essere all'altezza dei nuovi compiti o delle nuove tecniche, o per mancanza di fiducia nel leader o altre cause.
Il nuovo leader quindi deve avere rapporti produttivi ed efficienti con tutti e deve avere la capacità di formare un team di operatori veramente collaborativi disposti ad assumere responsabilità in un clima di affiatamento e di condivisione delle fatiche. Dovrà assicurarsi che gli operatori abbiamo un punto di vista sulla mission dell’ente, che perciò deve essere definita e comunicata correttamente, e che abbiano obiettivi personali coerenti e che si sentano soddisfatti dal sostegno che ricevono dal leader. Dovrà trasmettere fiducia e senso di sicurezza. Tutti devono sapere che il loro capo sa dove sta andando, devono esser convinti che l’ente o l’azienda per cui operano ha il vantaggio competitivo di disporre di una leadership che sa guardare il futuro e sa mantenere alto il valore dell’azienda.
A queste condizioni si mantiene alto il capitale immateriale costituendo così una delle prime fonti di vantaggio competitivo specie nelle aziende erogatrici di servizi socio assistenziali dove sono sicuramente elemento strategico. Si pensi che il valore percepito dall'utenza risiede in una misura determinante negli aspetti intangibili quali simpatia, cortesia, valorizzazione del rapporto personale con il percettore del servizio.
Per sintetizzare con un’immagine l’organizzazione si dovrà evolvere verso la creazione di un apparato essenziale sotto la guida leggera della politica e con una grande forza compatta guidata da un leader operoso che non sia difficile definire “uno come noi”.
L’immagine che si può evocare è quella della slitta trainata dai cani. Si muove in un terreno difficile, è fondamentale che arrivi a destinazione perché è l’unico strumento disponibile, ha un carico importante, è guidata da un uomo che sa qual è la destinazione ed è trainata da cani semplici e forti. Determinante è colui che guida, fondamentale la muta dei cani, tutti ugualmente importanti, ma meno efficienti se non c’è un capo-muta.
Ecco il simbolo della slitta applicato all'azienda di servizi alla persona. La politica deve guidare in modo leggero, gli operatori devono essere tecnicamente preparati, forti, compatti, orgogliosi e composti nella fatica. Il capo del gruppo non può mancare, deve aiutare colui che guida a trovare una strada nel difficile paesaggio e deve costituire un riferimento sicuro per tutti gli altri. 
La nuova azienda che eroga servizi raggiungerà gli obiettivi di solidarietà sociale che si prefigge se sarà punto di snodo credibile delle scelte di politica sociale. Saprà gestire il suo viaggio con un carico di umane speranze se nell'organizzazione sarà forte ed essenziale come l’organizzazione di un viaggio al polo coi cani da slitta. 
Ecco il nuovo leader: “uno di noi” uno che corre e tira, uno che si fa rispettare, uno che collabora, uno che rallenta se è il caso perché sa che la velocità della slitta è la velocità del cane più lento.

ANOSS Magazine News: Libro di Pesaresi

ANOSS Magazine News: Libro di Pesaresi: RSA RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI Costi e tariffe Remunerazione Strategie operative e amministrative Quanto costano effettivament...

venerdì 5 luglio 2013

Formazione: Una giornata "Antistress"

Una giornata "Antistress" proposta da ANOSS Magazine

E' sempre più difficile conciliare il lavoro con la vita personale… tante cose da fare, tante persone che hanno aspettative importanti su di noi. Il corpo e la mente spesso re-agiscono a tutto ciò iniziando a inviare segnali di stress (gastrite, affaticamento, riposo notturno interrotto da risvegli frequenti, mal di testa più frequenti). In questa giornata potrai apprendere una nuova strada per migliorare la cura di te stesso e costruire un benessere generale che ti consentirà di vivere appieno le tue giornate.


Docenti: 
* Letizia Espanoli - formatrice e consulente in area socio sanitaria educativa - life e business coach - leader di yoga della risata - Master Reiki komyo e karuna 
Maurizio Meletani - wellness coach, operatore Shiatsu, leader di yoga della risata


Programma
12 settembre (Facoltativo)  – arrivo e sistemazione -
Ore 21.00 Meditazione guidata per il rilassamento

13 settembre 
9.00 arrivo e registrazione.
Misurazione dello stress dei partecipanti
9.30 Esercizio guidato da Maurizio Meletani per l'aumento dell'energia vitale mattutina 
9.45 "Il pensiero crea: dalle teorie di Masaru Emoto alla programmazione neurolinguistica. Viaggio dentro le potenzialità della mente" Letizia Espanoli 
10.30 La visualizzazione – teoria e pratica - Esercizio di visualizzazione guidato da Letizia Espanoli
10.45 "Il respiro quale fonte di vita" Letizia Espanoli
11.10 Esercizi di respirazione guidati da Maurizio Meletani
11.30 break (acqua, caffè, frutta, graditi snack sani)
11.45 Nutrizione per l'energia vitale Letizia Espanoli 
12.30 sessione di yoga della risata condotta da Letizia Espanoli e Maurizio Meletani

13.00 pranzo vegetariano

14.00 Gestire lo stress: idee per la mente e il cuore Letizia Espanoli
15.30 Esercizio di coerenza cardiaca dell'istituto di Hearth Math Letizia Espanoli
16.00 Esercizi di stretching dei Meridiani guidati da Maurizio Meletani 
16.30 Sessione finale di yoga della risata con misurazione dello stress
17.00 conclusioni

Indispensabile che ciascuno si porti un tappetino o coperta

La giornata di formazione "Antistress" si terrà a  
Borgonovo V.T. (PC)
nell’agriturismo Villa Paradiso

L'ingresso e il
corpo principale dell'agriturismo
"Villa Paradiso"







Quota di partecipazione di €. 60,00 comprensiva del materiale illustrativo, dei pasti e dell’abbonamento ad ANOSS Magazine per il 2013. Verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.  Per iscrizione inviare mail a magazine@anoss.it con oggetto GIORNATA ANTISTRESS  e contenete  i dati personali. Nome- cognome –ente di appartenenza – ruolo professionale. Contestualmente effettuare il versamento di € 60,00 sul C/C Postale N° 1012140362 intestato a STUDIO E COMUNICAZIONE di Dapero Renato. Per info telefonare al 338.4275131

Coloro che desiderano partecipare alla sessione facoltativa del giorno 12, anche per trovarsi sul posto al mattino del 13, avranno a loro carico cena e pernottamento presso la struttura ospitante a cui può essere direttamente richiesto telefonicamente un preventivo.

AGRITURISMO Villa Paradiso
Località Chignoli, 143 Borgonovo Val Tidone Piacenza 29011 Italia
Tel. +39 345 5574024

Nel  sito dell’agriturismo le indicazioni per raggiungere “Villa Paradiso” da tutte le direzioni