domenica 8 agosto 2010

REGIONE EMILIA ROMAGNA - DOSSIER sui contratti di servizio tra Enti Locali e ASP

La Regione Emilia Romagna ha pubblicato un dossier messo a punto dall'Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale contenente le linee guida per il governo dei rapporti di committenza e riguardante, in particolare, i "Contratti di servizio" tra gli Enti Locali e le ASP. (Nella colonna a fianco clicca sulla copertina e scarica il testo).

Nel primo capitolo si descrive il "modello di governance" dopo aver fatto una breve introduzione sulla riforma del ruolo dello Stato in campo sociale e produttivo.
All'inizio del '900  il compito dello Stato era costruire il sistema dei diritti fondamentali. C'è in questa fase una prevalenza dell'iniziativa privata (Allo Stato: Difesa - Ordine pubblico - Potere giurisdizionale) con una situazione di accentramento e di gerarchia nelle funzioni statali.
Dopo gli anni '30 e fino agli anni '70 si sviluppa lo "Stato dei servizi" con la progressiva espansione della sfera pubblica nella produzione di beni e servizi. obiettivi importanti sono la redistribuzione della ricchezza e un andamento più armonioso dell'economia.
Negli anni '80 tale modello va in crisi sia per la fattibilità sociale che per quella economica.
Le cause sono due e precisamente:

  • A fronte di una crescita dei biosogni di una società sempre più complessa ed esigente c'è l'incapacità dell'Amministrazione Pubblica di compiere un adeguato rinnovamento mantenendosi ancorata alla cultura giuridica e priviligiando gli aspetti di regolarità formale.

  • Lievitazione della spesa pubblica fino a diventare insostenibile sia per l'insufficienza delle risorse sia  per la crescente oposizione all'aumento dell'imposizione fiscale spingendo i Governi verso razionalizzazioni e contenimento.
Questi limiti hanno portato allo "Stato regolatore"che deve valorizzare e mobilizzare le risorsae già presenti nella società. La P.A. deve farsi quindi promotrice dello sviluppo economico e sociale del territoprio di riferimento.

La seconda parte parla della nascita delle ASP. Queste sono inserite in un pi
ù ampio sistema di welfare comunitario e devono garantire la continuità dei servizi èprecedentemente resi dalle IPAB e, se possibile, ampliarli. Le ASP devono andare verso maggiori livelli di efficienza ed efficacia e per questo devono pensare ad interventi formativi, alla valorizzazione dei patrimoni, alla omogeneità dei criteri di bilancio, devono redigere un piano programmatico, un bilancio pluriennale e uin bilancio sociale oltre che il preventivo e consuntivo.

Il cap. 3 oltre a descrivere i contenuti del contratto di servizio svolge una breve analisi sugli strumenti di governanc e dei rapporti tra Enti Locali e ASP
Gli Enti Locali sono proprietari ecommittenti, mentre le ASP sono enti di produzione ed eccezionalmente di subcommittenza.
MOlto interessante il pensiero del Prof. Borgonovi che viene riportato ( Borgonovi e altri - Management delle Isituzioni Pubbliche -  Egea, Milano 2009) secondo il quale si possono determinarte contrasti per la coincidenza delle funzioni legate alla proprietàù e alla committenza, infgatte se come proprietario l'ente locale cercherà di massimizzare il rendimento finanziario  e patrimonuiale dell'azienda, come committente cercherà di massimizzare i benefici per i cittadini-utenti, minimizzando il loro esborso diretto o indiretto. Molto innteressante non c'è che dire, ma credo che sia una questione del tutto teorica. credo che non privilegieranno mai il profitto: nel DNA degli amministratori pubblici c'è la ricerca del consenso non il propfitto. In ogni caso la non ortimizzazione della redditività dell'azienda è un danno per i cittadini quindi indirettamente è un alemento penalizzante, ma appunto, indirettamente e quindi gli amminisatratori, nella stragrande maggioranza, ignoreranno questo problema.  Per evitare difficoltà sarebbe giusto che gli Enti Locali alienassero i beni che costituiscono il patrimonio immobiliare e strumentale delle aziende. I proprietari privati non cadrebbero negli stessi errori.

Nel cap. 4 c'è un'analisi degli elementi che caratterizzano i contratti di servizio già stipulati tra enti committenti e ASP. Si tratta di 17 ASP e 89 Comuni. Di questi solo 57 hanno stipulato un contratto di servizio con la propria ASP.
Nel caso poi in cui in un distretto operino due ASP si è osservato che, di fatto, queste si sono spartite i contratti. Ciò sembra giustificato dal fatto che si proviene da una situazione di forte radicamento della singola azienda (prima IPAB) nel suo proprio territprio.

OMbre e luci... vedremo fra qualche tempo!


 

Il "Rapporto sulla non autosufficienza 2010"

Il 20 luglio è stato pubblicato il "Rapporto sulla non autosufficienza" a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. (Nella colonna a fianco clicca sulla copertina del Rapporto per leggerlo e scaricarlo)

Più di 80 pagine per fare il punto sulle previsioni demografiche e sulla disabilità, per studiare  la situazione dell'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, l'esistenza della rete dei servizi e gli impegni economici finanziari di oggi e del prossimo futuro.
A questo si aggiungono alcuni capitoli "FOCUS"
  • sui sistemi di valutazione multidimensionale
  • i servizi domiciliari
  • il lavoro privato di cura
  • i servizi residenziali
  • le demenze
  • le soluzioni innovative
  • i trasferimenti monetari
  • anziani e fondi integrativi
Il testo richiede una lettura attenta: potremo farla "sotto l'obrellone", ma forse è meglio farla subito dopo, appena tornati, quel poco di vacanze è meglio farle senza pensare...
Una sola cosa però è giusto segnale: ad una prima lettura del FOCUS Soluzioni innovative, che sarebbe di importanze gerande e strategica, non si trova niente che riguardi la formazione del personale in termini, appunto, innovativi.
Come si potrà pensare di fare qualcosa di innovativo senza occuparsi di formazione? Come si potrà continuare con gli schemi tradizionali della formazione della figure porofessionali chiamate ad affrontare un problema finora sconosciuto? (Aumento della domanda e diminuzione delle risorse..!)

Dobbiamo prendere  a cuore, per adesso e per l'immediato futuro, il problema dell'innovazione e bisogna molto investire su di esso. Bisogna prenderlo in esame a 360 gradi !!
Quindi anche e soprattutto in riferimentoal personale!

Prossimamente ce ne occuperemo con continuità!

ANASTE - Rinnovo Cariche in Sardegna - Considerazioni

Il giorno 23 luglio 2010 si è svolta, presso la Rsa “Sole di Gallura” di Olbia, l'Assemblea Regionale dell' Anaste Sardegna con all'ordine del giorno il rinnovo delle cariche statutarie .


All'assemblea ha partecipato anche il  Prof. Alberto De Santis - Presidente Nazionale dell' Anaste ( 50.000 posti letto rappresenti in Italia ).
L'Assemblea ha, ad unanimità, rinnovato l'incarico di Presidente al dottor Nizzardo Gianfranco e nominato il dottor Gianfranco Favini, di Sassari, alla carica Vice Presidente.

Nel corso del suo intervento Nizzardo (Nella foto col Prof. De Santis)  ha in più occasioni richiamato il ruolo e l'importanza delle Residenze Sanitarie Assistenziali sia dal punto di vista della qualità dei servizi erogati sia dal punto di vista dei consistenti potenziali risparmi economico finanziari in capo alla  Regione.


Riportiamo alcuni spunti di riflessione proposti da Nizzardo che riteniamo interessanti ed estensibili anche ad altre regioni:

 Assieme alla Germania, l'Italia è il paese europeo che registrerà, nei prossimi decenni, l'invecchiamento più rapido della popolazione
 In futuro avremmo quindi molti più anziani da assistere e molti meno giovani in grado di prendersi cura di loro.
 La nostra Regione ha chiuso il 2009 con un disavanzo di 225 milioni di euro sul fronte della Sanità Regionale .
 Come evidenziato dal Ministero e dalla Corte dei Conti se la Regione non rientrerà, entro il 31 dicembre , nei parametri nazionali sarà destinata a dover applicare, dal 2011, nuove imposte e tasse a carico dei propri cittadini.
 La sola Regione che in Italia ha chiuso il proprio bilancio della Sanità per il 2009 in attivo è stata la Regione Lombardia . Diciamo da subito che non lo ha certo chiuso per i soli dati legati alle Rsa ma stà di fatto che la Lombardia registra una percentuale del 27,6% di posti letto per mille abitanti in Rsa contro il 4,1 della Regione Sardegna.
 La Regione Lombardia è seguita a ruota dal Trentino dove il parametro è di 10 posti letto in Rsa ogni mille abitanti conto meno dell' 1% della nostra Regione
 A pagina 7 del testo di sintesi del "Rapporto 2010 sulla non autosufficienza"  pubblicato il 20 di luglio si evidenzia che un posto letto ospedaliero per una persona anziana costa 850 euro giorno contro i 99,61 euro medi giorno previsti nella Regione Veneto ( nella nostra Regione costo medio giorno attualmente a carico della Sanità Regionale è di circa 60 euro giorno ). Nella sola citata Ulss 7 del Veneto si evidenzia che il decremento di posti letto ospedalieri e l'aumento dei posti letto in Rsa andrà di fatto a determinare un risparmio annuo di ben 69.134.413,90 euro .

A tutto questo, aggiunge Nizzardo, non ci resta che dire : “chi ha orecchie intenda e chi ha fiato parli”.

E l'Associazione “Anaste Sardegna” che vuole, con forza e vigore, ripartire dal Nord dell'isola, si mette da subito in gioco per poter esser di supporto in termini sinergici, culturali e manageriali con tutte le realtà Regionali e le Associazioni operanti nel settore degli anziani e della non autonomia più in generale.

Il Presidente Regionale Anaste
Nizzardo Gianfranco

Manovra definitivamente approvata. Presa di posizione della Conferenza delle Regioni

Roma, 28 luglio ‘10 (comunicato stampa) - “Con l’approvazione definitiva della manovra non possiamo che ribadire che essa è insostenibile, I tagli sono pesanti e gravi,  ricadranno pesantemente su servizi e imprese - Lo ha dichiarato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni - Se la Manovra resterà così le conseguenze saranno molto negative.
Le Regioni non alzano bandiera bianca ma continuano a lavorare per le giuste correzioni alla Manovra economica, lavorando sempre in base al principio della leale collaborazione istituzionale.

Per intervenire c’è tempo fino a dicembre, fino all’approvazione della legge di bilancio e di quella finanziaria. Ora si apra un confronto vero e di merito con il Governo, con l’obiettivo di cambiare i pesi quantitativi e qualitativi del decreto 78.
Un passo essenziale in questa direzione è quello di fare chiarezza sui conti pubblici e in questo senso riteniamo che la manovra oramai approvata non ci sia nessun impedimento alla immediata attivazione alla Commissione mista Stato-Regioni e autonomie che consenta di verificare i costi della pubblica amministrazione, dai ministeri agli enti locali. Commissione non ancora attivata - sottolinea Errani - nonostante la condivisione recentemente espressa dal Presidente del Consiglio”.


Per leggee tutti icomunicati stampa della conferenza delle Regioni clicca sul link http://www.regioni.it/mhonarc/readsqltop3.aspx

 


28/07/2010

sabato 7 agosto 2010

Conferenza stampa dei MInistri Fazio e Sacconi - Intervento ANASTE

Roma 21 luglio 2010

I ministri Prof Ferruccio Fazio e Maurizio Sacconi hanno tenuto la Conferenza Stampa  per la presentazione di  uno studio “Rapporto sulla non autosufficienza” preparato dal Dr. Del Favero, Direttore Generale di Azienda sanitaria e presidente di Federsanità di ANCI.

Alla Conferenza Stampa dei ministri ha partecipato anche il Presidente Nazionale dell' Anaste ( 50.000 posti letto rappresenti in Italia ), Prof Alberto De Santis, che ha presentato il  testo che sotto si riporta.

L’evoluzione demografica del nostro Paese (cfr.INRCA-ANCI) conduce verso rapporti sempre più bassi fra popolazione attiva e popolazione non attiva. L’attesa di vita si è alzata moltissimo negli ultimi decenni e, dobbiamo aggiungere noi, soltanto negli ultimissimi anni questo grande fenomeno positivo si è andato molto attenuando per le donne, che tuttavia presentano ancora nei confronti degli uomini un differenziale di sei anni. Il rapporto riconferma un fatto molto positivo: la durata del periodo di non autosufficienza non si è allungata. Tuttavia i bisogni sanitari e sociali della popolazione crescono con l’aumento dell’età ed è facile prevedere che continueranno ad aumentare.


Ciò che è stato giustamente sottolineato è la previsione della riduzione dell’offerta del lavoro di assistenza volontariamente offerto da famigliari e volontari: in particolare i potenziali care-giver per ogni non autosufficiente diminuiscono gradualmente fino al 2025, per poi calare a ritmi molto più sostenuti fino al 2045. Le previsioni, tratte da G.Bertin, non tengono sufficientemente conto dei cambiamenti di attitudine delle donne ad abbandonare il lavoro di assistenza familiare per dedicarsi maggiormente al lavoro: questa attitudine è in grado di accelerare fin dai prossimi anni il calo dell’assistenza dei familiari.


Ad oggi il lavoro di assistenza a domicilio di tipo collaborazione familiare, le cosiddette badanti spesso non sufficientemente formate per assistere un anziano con polipatologie, è stimato dall’IRS in 774.000 persone, al 90% straniere, e soltanto una su tre ha un contratto di lavoro regolare.


Le parti della conferenza che maggiormente interessano Federsalute sono le seguenti.


Le regioni italiane sono molto differenti fra loro e per un gruppo di loro, collocate nel nord-nord est, si può dare la definizione di virtuose, a differenza delle altre da Roma in giù. In quelle virtuose si offre assistenza residenziale alternativa all’ospedale ed anche più assistenza domiciliare, mentre nelle altre si offrono ospedalizzazioni, costose e peggiorative della qualità di vita dei pazienti, e meno ADI. Il ministro Fazio ha promesso che la continuità della cura verrà favorita presto dall’istituzione del fascicolo elettronico personale, di cui parla da quando è stato eletto. E’ fondamentale che chi viene dimesso da un ospedale sappia dove andare e abbia un programma di cure da seguire.


Da Roma in giù si devono chiudere posti ospedalieri ed aumentare residenze come RSA ed anche assistenza a domicilio come l’ADI. In queste regioni del sud soltanto una forma di assistenza è maggiormente praticata, quella monetaria; infatti la frequenza di assegni di accompagnamento è molto maggiore che nelle regioni virtuose, nonostante la popolazione del Sud sia più giovane e quindi ci si dovrebbe attendere meno casi di non autosufficienza. Non si è detto nulla a proposito dei disabili non autosufficienti inferiori ai 65 anni. Tuttavia il 27 c.m. terminerà i suoi lavori la commissione per la riabilitazione, presieduta dal Prof. Fini.


Il ministro Sacconi ha dichiarato che il fondo per la non autosufficienza verrà distribuito in relazione alla virtù delle Regioni: ci si chiede tuttavia come possa essere incentivante un fondo che si limita ad appena 400 milioni di euro per il Paese intero. I fondi integrativi collettivi mutualistici si stanno sviluppando molto in fretta, tanto che Confindustria ha segnalato che ogni rinnovo del contratto collettivo ne prevede l’istituzione. Il 20% di questi fondi deve essere destinato alla non autosufficienza o a cure dentali. Il ministro sembra confidare anche troppo su questo che egli ha chiamato il secondo pilastro (Libro Bianco del 2009). Non prevede possibile alcuna forma di fiscalità e quindi spetterebbe a questi fondi allargare la parte per la non autosufficienza. Si dimentica che in questo modo si aumenta il costo del lavoro in un periodo in cui la disoccupazione ancora aumenta. L contraddizione a suo tempo segnalata (vedi osservazioni di Federsalute al Libro verde del ministro) permane in tutta la sua gravità.

Il Presidente di Federsalute
Prof. Alberto De Santis

"L'OPERATORE SOCIO SANITARIO:NUOVE PROSPETTIVE DI RISPOSTA AI BISOGNI DI SALUTE"

L'associazione AsNOSS e UIL-fpl organizzano la  TAVOLA ROTONDA

21 OTTOBRE 2010 a UDINE

PALAZZO DELLA REGIONE  FRIULI VENEZIA GIULIA

AUDITORIUM VOLTURNO

Via Cecilia Doralice Sabbadini Gradenico, 32 Udine
Nella foto un'inquadratura di Udine


La tavola rotonda si svolgerà dalle 8.00-17.30 con la presenza di autorità dello Stato e della Regione.
Tra gli invitati:
Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - On. Maurizio Sacconi
Il Ministro alla Salute - On. Ferruccio Fazio
Presidente Regione FVG - Renzo Tondo
Assessore alla Salute FVG - Vladimir Kosic
Lavoro e delle Politiche Sociali Fvg - Paolo Basaglia 


Abstract
Il federalismo e la crisi economica, se non appoggiate da una programmazione sanitaria tarata sulle risorse disponibili e finalizzata a muovere la leva organizzativa e gestionale, non otterranno il risultato che noi consideriamo irrinunciabile: il sostegno alla non autosufficienza, conseguenza anche dell'invecchiamento della popolazione e della cronicità delle malattie.
Tra le politiche sanitarie, non sono certo irrilevanti le politiche del lavoro, in particolare relativamente all'investimento sulle figure a sostegno dei problemi sanitari e sociali.
Tra questi l'operatore socio sanitario, figura rimasta in sospeso tra segnali di attenzione, da parte delle Regioni ed altri di non completamento del quadro, in termini di perfezionamento del percorso formativo, di reclutamento e di precarietà delle risorse formate. Da qui alla revisione dei modelli organizzativi sanitari per avvalersi dell'utilità della risorsa operatore socio sanitario il percorso è breve, in un'ottica di ottimizzazione dei costi dell'amministrazione sanitaria


Per informazioni ed iscrizioni
tel. 3491825052 VIA IX giugno 40 Monfalcone 34074 (Go)

Scrivere al seguente indirizzo mail  friulivg@uilfpl.it
 
Guarda lo spot su you-tube

http://www.youtube.com/watch?v=A_nMKVMPXHk&feature=player_embedded

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http://it-it.facebook.com/pages/operatore-socio-sanitario/85153552905

El Ghibli. Presentazione della rivista on-line

"El Ghibli è un vento che soffia dal deserto, caldo e secco. E' il vento dei nomadi, del viaggio e della migranza, il vento che accompagna e asciuga la parola errante. La parola impalpabile e vorticante, che è ovunque e da nessuna parte, parola di tutti e di nessuno, parola contaminata e condivisa.
È la parola della scrittura che attraversa quella di altre scritture, vi si deposita e la riveste della polvere del proprio viaggio all'insegna dell'uomo e del suo incessante cammino nell'esistenza.
Cosa contraddistingue la migranza, la scrittura migrante, al di là della lingua in cui si esprime? L'identità multipla di cui è composta, la stratificazione di destini e progetti futuri che ne guida la voce..."

Con queste parole inizia il manifesto di El Ghibli che continua per spiegare il senso di un progetto letterario annunciato da una rivista on-line che ha una redazione tutta composta da immigrati e che nasce proprio per valorizzarne la voce e la storia.
Offre editoriali, articoli, racconti e poesie da cui si può ricavare qualche immagine o sensazione di grande impatto emotivo e soprattutto notevoli spunti di riflessione.
 
Una lettura interessante!
Clicca sul link http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/index.php
 
 
 

venerdì 30 luglio 2010

Comunicare il servizio sociale - SUNAS

Diamo pubblicità a un’iniziativa del



Coordinamento Regionale per

l’Emilia-Romagna.

Il SUNAS

in partnership con S.O.S. Servizi Sociali On Line


in collaborazione con la Società Cooperativa di Cultura Popolare di Faenza

e con Banca di Credito Cooperativo Ravennate - Imolese

Lancia un ciclo di  seminari dal titolo

Comunicare il servizio sociale

Nella brochure si legge:
Comunicare la professione di assistente sociale: un compito specifico delle organizzazioni di rappresentanza, ma anche di ogni professionista. Per una professione come quella dell’ assistente sociale è importante conoscere e saper utilizzare molteplici mezzi di comunicazione, anche quelli meno tradizionali, che rappresentano al tempo stesso una sfida e nuove opportunità. Saper scrivere un articolo o redarre un’inchiesta, saper realizzare un film a testimonianza del proprio lavoro, o saper creare un sito internet per gestire comunicazioni di aiuto con le persone: si tratta non solo di competenze pratiche da acquisire ma anche della traduzione di precisi compiti deontologici del professionista nel lavoro quotidiano nelle organizzazioni.


PROGRAMMA
.
6 ottobre, ore 15,30- 19,30 - La comunicazione della professione secondo il codice deontologico. Docente: Donatella Dalpozzo, assistente sociale


13 ottobre, ore 15,30- 19,30 Il giornalismo sociale, dall’articolo all’inchiesta. Docente: Ugo Albano, assistente sociale e giornalista

23 ottobre, ore 9,30- 18,30 La comunicazione multimediale – dall’idea al film. Docente: Stefania Scardala, assistente sociale, direttore della “webTV degli assistenti sociali”

30 ottobre, ore 9,30 – 18,30 Web-communication e servizio sociale Docente: Antonio Bellicoso, assistente sociale, direttore del portale “servizisocialionline”

Segreteria tecnica e scientifica: Giorgia Mediani. Per preiscrizione o informazioni telefonare al 334-2473875 o scrivere a: sunas.parma@gmail.com

 Dato il numero limitato di posti, verrà fatta una selezione preventiva in base alle motivazioni ed ai curricula degli interessati. I seminari avranno luogo a Faenza (RA), presso la biblioteca Zucchini, via Castellani, 25.
La partecipazione è gratuita e verrà rilasciato attestato di partecipazione. E’ stato richiesto al locale Ordine assistenti sociali patrocinio e accreditamento.

sabato 10 luglio 2010

Parma 22 giugno - ACCREDITAMENTO: Qualità e remunerazione

Il 22 giugno scorso a Parma presso la sede della Camera di Commercio in via verdi, 2 si è tenuto un convegno di approfondimento sull'accreditamento dei servizi sociosanitari in Emilia Romagna.

Il tema in questa occasione è stato "La qualità dei servizi e le norme sulla remunerazione".
Chairman della giornata è stato Graziano Giorgi nella foto a fianco.

La relazione introduttiva è stata curata da Renato Dapero  (Ultimo a destra nella foto) che , nella sua  qualità di Presidente della sez. Emilia Romagna dell'associazione, ha fatto prima di tutto una presentazione dell'ANOSS e della mission che l'associazione si è data circa la promozione di una cultura socioassistenziale basata sulla centralità della persona nelle fattispecie di utente, operatore o portatore di interessi al fini di un welfare moderno efficiente e sostenibile. Mai come in questo caso si vede l'attinenza della mission dell'ANOSS rispetto agli obiettivi del convegno che a sua volta cerca di mettere in campo le forze culturali e tecniche per sostenere i servizi assistenziali al più alto livello compatibile con le risorse.
Nel merito la relazione ha posto in luce il fatto che la qualità si basa, come condizione primaria,  sulla possibilità di assicurare tutti gli investimenti necessari a fronte di una stabilità imprenditoriale del soggetto gestore. Col superamento del sistema degli appalti si giunge alla necessità di integrazione in una nuova forma più ampia e significativa. Non solo integrazione tra sociale e sanitario (fronte aperto da tanti anni e mai completamente soddisfatto) ma anche tra pubblico e privato.
Quanto alla remunerazione la delibera regionale porta ad un sistema flessibile costruito sall'analisi dei costi attuali, differnziato per case mix con abiettivo di omogeneità tendenziale e con un decisa flessibilità per fronteggiare necessità peculiari dei servizi gestiti dagli enti pubblici. L'obiettivo primo è la sodisfazione dell'utente che ha bisogno di flessibilità e personalizzazione degli iterventi, possibilità di libera scelta ed equità nei costi. i cittadini, o i comuni in caso di indigenza, pagano una cifra predeterminata uguale in tutta la regione differenziata per servizio (residenziale, semiresidanziale o domiciliare) mu costante e indipendente dalla categoria di appartenenza da un punto di vista dei bisogni sanitari. La quota a carico del FRNA è un dato ponderato che tiene conto del case mix.
Sio tiene conto di determinati elementi di flesisbilità gestionale in base aqi quali il costo può esewere modificato in aumento o in diminuzione a seconda della presenza o meno di certi figure professionali (Es. Animatore)  o della presenza in certe percentuali di operatori con la qualifica di OSS.
Ultima questione importante quella della remunerazione dei servizi gestiti dagli enti pubblici a cui viene riconosciuto unincremento (max 4 euro) per i maggiori costi contrattuali e l'IRAP. Ciò purchè la gestione dei servizi da parte dell'ente pubblico sia diretta, completa o con  (forte) prevalenza di personale assoggettato a contratto di pubblico impiego.

Il secondo intervento è stato curato da Giovanni Maria Soro (Direttore delle attività sociosanitarie dell'AUSL di Piacenza). Soro ha riferito i dati relativi all'andamento della provincia di Piacenza. Ha ricordato poi l'obiettivo sintetizzato nel concetto di "tariffa uica" che è uguale per tutti i cittadini ma è supportata da un sistema che riconosce margini di flessibilità sulla base di evidenze oggetive. Sottolinea che il costo di riferimento regionale è il riferimento economico per la remunerazione della componenete sociale e sociosanitaria; è il risultato della valorizzazione di tutti i fattori produttivi, alberghieri, amministrativi, assistenziali ecc. 
Ha parlato, infine del problema della valutazione di servizi e fattori produttivi eventualmente messi a disposizione del Soggetto Gestore. Si tratta in questi casi di effettuare una rideterminazione della remunerazione. Nel caso specifico di messa a disposizione dell'immobile ci sarà il versamento del corrispettivo pattuito che sarà ridotto o potrà scomparire del tutto a fronte di  un programma di manutenzione straordinaria assunto a carico del soggetto gestore.

La parola passa  a Marco Giorgi (a sinistra nella foto) che , in veste di Presidente di un'ASP (ASP AZ. Sociale Sud-Est) sviluppa il tema "Riflessi economici e sostenibilità". La sua esposizione prende avvio da un'analisi della situazione di crisi che investe gli aspetti economico-finanziari di tutto il mondo con particolare attenzione alla crisi italiana che comporta una riduzione dei trasferimenti agli Enti Locali da parte dello Stato. Sio deve andare verso un welfare sostenibile ma la situazione di oggi non può dirsi soddisfacente perchè insostenibile è diventata la struttura della spesa.
Occorre una mobilitazione di risorse aggiuntive che prevalentemente possono venire dal settore privato. tra le possibilità elenca: le assicurazioni e i fondi, le fondazioni bancarie, le associazioni non profit, le imoprese e i sindacati e gli Enti Locali con tasse di scopo.
L'assunto di partenza è che il sisgtema dispone di risorse limitate e ciò comporta una inevitabile rigidità del sitema tariffario e di remunerazione. Da un punto di vista della scienza dell'organizzazion e aziendale la struttura cdei costi di sistema deve trovare equilibrio con le risorse date e ciò sarà possibile applicando il principio delle tre "e", ovvero efficienza, efficacie ed economicità. La qualità è la risultante di una corretta applicazione del principio
A questo punto svolge un interessante accenno al problema della soddisafazione dell'utente e degli stakeolder con la seguente descrizione.
• Gli utenti/familiari sono più interessati all’accessibilità ed alla comodità delle prestazioni, oltre alla tariffa del servizio.
Gli amministratori rivolgono maggior attenzione alla produttività nonché all’equa distribuzione delle risorse enfatizzando una logica di azione di tipo economico; danno maggior enfasi alla salute dell’intera popolazione e minore rilevanza alla logica professionale
• I professionisti della cura prestano maggiore attenzione alla qualità tecnico professionale ed ai risultati clinico assistenziali, puntando al risultato conseguito dal singolo paziente
• Le Aziende di gestione dovrebbero riuscire a coniugare le diverse attese dei vari soggetti creando assetti organizzativi innovativi.

Una affermazione importante è che la qualità deve prescindere dalla natura pubblica o privata dell'ente gestore e il sistema di remunerazione deve essere tarato per garantire pari opportunità al gestore stesso, qualunque sia la sua natura istituzionale.

Ha sviluppato inoltre un interessante confronto del fattore di costo "personale" nl caso di gestione con personale proprio e con attività esternalizzata. L'esempio rioferito al caso reali della sua struttura è descritto nella diapositiva riportata sopra. (clicca sulla dia per ingrandirla).

In conclusione il relatore pone alcuni

Punti di discussione

• Il ruolo delle Asp nel mercato del servizio sociale: gestori, subcommittenti, aziende immobiliari?
• Pari opportunità  pubblici e privati? Maggiori costi (fiscali, previdenziali e contrattuali), riconosciuti solo in parte
• La sostenibilità dei costi e degli investimenti richiesti dal processo di accreditamento
• I vincoli di finanza pubblica: le risorse in diminuzione
• Il patto di stabilità ed i vincoli all’assunzione di personale proprio
• La subcommittenza: costi aggiuntivi e valore aggiunto per i committenti


L'ultimo intervento è stato curato da Massimo Buriani, Presidente del Consorzio "In Rete" (a sinistra nella foto). Il relatore ha esaminato il problema di "Organizzazione, qualità e costi" dal punto di vista e nell'ambito della mission delle Cooperative. Ha ricordato che la crescita della cooperazione nel settore è avvenuta in un sistema nel quale c'era se non proprio inefficienza almeno qualche incertezza nella gestione del pubblico. Ora, egli dice, è lecito domandarsi se l'accreditamento sarà una minaccia o se potrà rappresentare una nuova opportunità. Certo è che dovremo tutti fare i conti con un importante momento di cambiamento.


Sottolinea il bisogno di stabilità im prenditoriale introdotto e sostenuto dalle norme sull'accreditamento che appare come una imprescindibile necessità. La stabilizzazione è garanzia di buon funzionamento e per stabilizzazione si deve intendere che il rapporto di produzione, di durata più o meno lunga, non sia sottoposto alle incertezze e all'aletorietà del sistema degli appalti. Si deve capire che perdere un appalto ha sempre significato perdere nel contempo tutto il know how acquisito in quel servizi e, in tempi di vacche magre, non è certo utile sprecare una risorsa insostituibile come quella. Non fa mistero del pericolo - dal punto di vista delle cooperative - di una reinternalizzazione dei servizi anche se nel complesso non sembra che il fenomeno possa assumere dimensioni rilevanti. Da ultimo svolge un'osservazione importante sulla remunerazione il cui livello non è sufficinete a garantire le risorse necessarie a sostenere i costi delle ristrutturazioni che resteranno uno dei maggiori problemi dell'intero impianto dell'accreditamento.

Interessante anche il dibattito che si è sviluppato. Nella foto ne vediamo un momento significativo. l'intervento è stato su vari punti a partire dal problema della competitività per le ASP che è compromessa non solo dall'IRAP che pesa in modo abnorme, ma anche dall'IVA e altri costi tra cui malattie e maternità del personale che provocanouna vera e prorpia situazione di "fuori gioco" dei gestori pubblici.
Un altro punto  analizzato è che a fronte di risorse finite c'è una domanda potenziale in crescita ma l'oifferta non si potrà adattare così sarà la domanda ad adattarsi all'offerta cioè l'utenza si accontenterà dei servizi che ci sono.
Una precisazione importante: "non sarà l'introduzione della responsabilità gestionale unitaria a mettere a rischio le ASP ma saranno le condizioni fiscali ed economiche".

giovedì 17 giugno 2010

Un racconto: "Da un mondo silenzioso"

"Il nostro lavoro è una vita sul ring, faccia a faccia con la sofferenza, una vita in prima linea con la missione di sollevare dal dolore" Questa è l'espressione più forte e capace di farci pensare del racconto di un OSS che con emozioni altrettanto forti descrive un momento di delicata solidarietà umana.

Per leggere l'articolo clik qui “ Da un mondo silenzioso”

Diamo spazio a un comunicato stampa dell'ANASTE Sardegna

L'amico Gianfranco Nizzardo nella sua qualità di presidente dell'ANASTE Sardegna ha emesso un comunicato stampa che per i temi affrontati lo possiamo condividere e considerare un contributo ad un dibattito a valenza nazionale.

Segue il testo integrale del comunicato


Olbia lì, 14 Giugno 2010
COMUNICATO STAMPA
REGIONE SARDEGNA:
ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI: I VIAGGI DELLA SPERANZA.........AL CONTRARIO

Anche l'ultimo rapporto annuale dell'ISTAT sulla situazione del nostro paese, relativa all'anno 2009, evidenza un trend irreversibile di incremento della popolazione anziana e dei “grandi vecchi” in particolare .

Alla fine del 2009 l'Italia, per il terzo anno consecutivo, presenta una “dinamica naturale” della popolazione ( differenza tra nascite e decessi ) marcatamente negativa.

D'altro lato le sempre più favorevoli condizioni di vita fanno registrare un incremento delle persone con 65 anni e più che rappresentano attualmente oltre il 20,2 per cento dell'intera popolazione.

L'indice di vecchiaia ( rapporto percentuale tra anziani e giovani ) è poi aumentato dal 127 del 2000 al 144 del 2009, posizionando l'Italia al secondo posto in Europa solo dopo la Germania.

L'Italia , quindi, sempre più diventa un paese di “Grandi vecchi” che presentano polipatologie ad elevati livelli di non autonomia e che necessitano quindi di interventi mirati ed appropriati sia a domicilio che in strutture semiresidenziali come le “Residenze Sanitarie Assistenziali” ( Rsa ).

Il tutto in presenza di una sanità senza risorse e con l'obbligo di rientrare in parametri nazionali ed europei che in primis colpiscono “ovviamente” le fasce più deboli della popolazione .

Temi questi ripresi in più occasioni anche dal mio Presidente Nazionale Anaste ( Associazione Nazionale Strutture Terza età ) e Federsalute ( Federazione Nazionale Confcommercio Imprese per l'Italia ), prof Alberto De Santis di Roma.

Rispetto allo scenario Nazionale, nella Regione Sardegna stiamo però vivendo una situazione ancor più particolare e drammatica perchè, alla carenza di risorse, si affianca un trend di aumento della popolazione anziana nettamente più elevato che in altre regioni d'Italia con un notevole incremento dei “grandi vecchi”.
Da un lato poi c'e' una presenza di posti letto ospedalieri nettamente superiore rispetto a quella di altre regioni e, dall'altro, i servizi semiresidenziali, come le Rsa, risultano nettamente inferiori rispetto ai parametri nazionali. Basti pensare che la Regione Lombardia, unica regione d'Italia con i conti della sanità in attivo, copre attualmente il 27,6% dei posti letto in Residenza Sanitaria Assistenziale ( Rsa ) ogni mille abitanti contro il 4,1% della Regione Sardegna ( fonte Irccs-Inrca anno 2009 ). Regione Sardegna poi che dei suoi circa 1.200 posti letto di Rsa ne utilizza meno di mille per il problema ............... “dei tetti di spesa” e per l'ottusità di preferir pagare 900 euro giorno per un posto letto in lungodegenza o geriatria ospedaliera, in luogo dei 60 euro giorno per un posto letto in Rsa !!!!!!!!!!!!

Tutti concordiamo sul fatto che la Sanità ( con la esse maiuscola ) debba curare la fase acuta della persona e che il territorio debba invece farsi carico della fase di “sub acuzie”.  Ma, allora, perchè ancora così tanti giorni di degenza in ospedali pubblici o privati da parte di persone anziane? Perchè stiamo pensando di realizzare nuove strutture ( post acutic care !!! ) quando ce ne sono già in numero più che sufficiente ? Perchè non proporre i “viaggi della speranza” al contrario visto che nelle regioni d'Italia ci sono liste d' attesa, per entrare in Rsa, che vanno dai tre mesi ad un anno quando, invece, in Regione Sardegna ci troviamo con posti letto vuoti ?

Solo aumentando di circa 1.500 i posti letto delle Rsa nella nostra Regione e riconvertendo o riducendo di conseguenza, e gradualmente, i posti letto di lungodegenza e/o geriatria ospedalieri si potrebbe determinare un risparmio di circa 450 milioni di euro ( 800 euro/medi giorno -differenza costo giornata in ospedale rispetto al costo medio in Rsa - per 1.500 posti letto, per 365 giorni/anno ) .
Scelta certamente difficile, per gli ovvi noti motivi, ma che prima o poi dovrà ineludibilmente essere effettuata.
Se poi la Regione si facesse carico di promuovere l'accoglienza all'interno delle Rsa dell'isola , per periodi medio-brevi, di anziani non autosufficienti di altre Regioni ( in lista d'attesa da mesi in Veneto, Emilia, Lombardia, Piemonte , ecc.ecc.) , riusciremmo a fare un buon servizio non solo per la nostra Regione ma per l'intero paese ridando “speranza” a quelle famiglie del “continente” che .............speranza non hanno più !!!!!!
Il Presidente Anaste Sardegna
Gianfranco Nizzardo
Cell. 3356884331
Il comunicato stampa è stato condiviso con :
Prof. Alberto De Santis
Presidente Nazionale Anaste e Federsalute
Via dei Gracchi, 137
00192 Roma
tel. 06 45435266
fax. 06 45435291
mail desantis@anaste.com
http://www.anaste.com/

mercoledì 16 giugno 2010

EMOZIONI AL LAVORO (di Itala Orlando)

Le emozioni sommerse, inutile negarle.

Se qualcuno pensa che nelle nostre organizzazioni le emozionio siano fuori gioco si sbaglia di grosso. Le emozioni attraversano i contesti operativi, li detrminano e li condizionano. Ma non siamo disposti a riconoscerne l'importanza...

Così comincia l'articolo di Itala Orlando che analizza con forza la miopia delle organizzazioni che non riconoscono l'incidenza spesso problematica delle emozioni e dei sentimenti e critica in modo deciso e aspro le organizzazioni operanti come macchine burocratiche che trattano i servizi come prodotti ingegneristici sofisticati e misurabili.

Per  leggere l'intero articolo, clicca qui!!

mercoledì 9 giugno 2010

ANOSS: un importante incontro di studio sull'accreditamento

A PARMA il 22 giugno 2010 Presso la sede della Camera di Commercio in via Verdi-2, ci sarà un seminario, il quarto curato dalla sezione regionale dell'ANOSS sulle norme dell'accreditamento dei servizi sociosanitari. La Giunta Regionale ha sviluppato un preciso riferimento politico-culturale: l’allargamento della responsabilità e della funzione sociale pubblica, nel rispetto della natura peculiare dei servizi alla persona che devono mettere l’utente al centro della progettualità. La soddisfazione dell’utente si ottiene concostanza o innalzamento di qualità, quindi è evidente la centralità delle norme che riguardano la remunerazione dei servizi.
Gli enti gestori sono responsabili fino al massimo livello di qualità sostenibile con le risorse.
Ma è facile districarsi nelle norme che regolano la definizione delle tariffe? Il sistema di remunerazione è uno strumento potente di di orientamento ma sono facilmente comprensibili i messaggi che provengono dalla norma?
Si cercherà di dare una risposta a questi e ad altri quesiti dando spazio alle domande del pubblico e al dibattito nella tavola rotonda del pomeriggio.

Clicca e ingrandisci le immagini, leggi il programma, stampa e compila la scheda di iscrizione, poi spediscila per Fax al n° 0523.814669



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La Ricerca. Celebrazioni per il trentennale

Venerdì 4 giugno 2010 si è tenuta la cerimonia inaugurale delle celebrazioni per il trentennale dell'associazione "La Ricerca". Si è tenuta una tavola rotonda che ha vistop il confronto tra i vertici delle Istituzioni politiche e religiose della Città.

Per saperne di più clik qui!!

LIBRO VERDE DEL TERZO SETTORE

Presentato a Roma il 13 maggio "Le sfide dell'Italia che investe sul futuro" - Libro Verde del Terzo Settore, documento che vuol dare inizio a un dibattito ampio e partecipato per giungere a definire le nuove strategie del Terzo Settore.

Per leggere e scaricare il Libro Verde clicca sul link http://www.forumterzosettore.it/multimedia/allegati/Italia%20che%20investe%20sul%20futuro.pdf


Al seguente link viene fornito inv ece un  abstract del Libro Verde
http://www.forumterzosettore.it/multimedia/allegati/201004%20Abstract%20Le%20sfide%20dell%20Italia%20che%20investo%20sul%20futuro.pdf


I lettori che desiderano informarsi sulle pubblicazioni

e documenti del Forum Nazionale del Terzo Settore possono consultare
il sito internet http://www.forumterzosettore.it/

Forum Terzo settore

Immigrazione e Politica

Il 12 giugno a Parma un convegno per discutere su punti di vista, visioni, proposte
Alle ore 10.00 nella Sala Aurea della Camera di Commercio in Via Verdi 2/A a Parma, si tiene il convegno “Immigrazione e politica” organizzato dal Tavolo Immigrazione e Cittadinanza in collaborazione con l’Assessorato al Welfare e Inclusione del Comune di Parma.

Come prima azione il “Tavolo cittadinanza e Immigrazione” promuove un Convegno sulla situazione attuale della partecipazione politica, culturale e sociale dell’immigrato nelle città italiane allo scopo di raccogliere informazioni utili al buon funzionamento del Tavolo stesso nel suo lavoro.

Questo convegno avrà anche come obiettivo la presentazione vera e propria del Tavolo stesso alla cittadinanza, proprio tracciando le prime linee del progetto che ha portato alla sua nascita. Si tratterrà della prima azione concreta che permetterà di presentarci alla città come Tavolo non chiuso in se ma piuttosto aperto alla cittadinanza proprio rendendo pubblici questi incontri, e quindi la propria azione. Tale convegno sarà realizzato con il supporto dell’amministrazione comunale di Parma.
Gli ospiti del Convegno saranno persone che ci potranno informare su vari temi inerenti i potenziali lavori futuri del Tavolo.
Immigrati italiani che hanno avuto esperienza di partecipazione a consulte in Italia, ci aiuteranno a capire qual è il modo migliore per contribuire alla partecipazione degli immigrati alla vita della città. Si cercherà anche di incontrare persone che hanno lavorato nel mondo dell’intercultura, che possono esporre temi riguardante la strutturazione e la gestione di centri interculturali; non ultime, persone con esperienze non italiane per comprendere in che modo sono impostati i rapporti tra politica e immigrazione in Europa.

Per informazioni clicca sul  link http://www.forumsolidarieta.it/indice_news_4/bacheca/immigrazione_politica.aspx

http://www.forumsolidarieta.it/


DISUGUAGLIANZE - Festival del diritto


"Tutte le conquiste più rilevanti del mondo moderno - in termini di libertà civili, partecipazione politica, diritti sociali - sono state ottenute in nome dell’uguaglianza. Questo percorso ha trovato il suo compimento negli Stati costituzionali di diritto del secondo Novecento. Un compromesso di successo, che oggi mostra però molte crepe. Non a caso, le disuguaglianze tornano ad acuirsi, sia all’interno delle nostre società, sia tra le diverse aree del pianeta. L’idea stessa di uguaglianza sembra aver perso la sua spinta propulsiva e mobilitante".

Questo pensiero è preso dalla presentazione di Stefano Rodotà, responsabile scientifico del Festival del diritto la cui terza edizione si terra a Piacenza dal23 al 26 settembre 2010.

Per maggiori info clicca sul link: http://daperoricercasociosanitariapiacenza.blogspot.com/2010/06/disuguaglianze-festival-del-diritto-23.html

martedì 8 giugno 2010

Vita da OSS. Il racconto di un addetto ai lavori

In apertura del corso tenutosi a Castelvetro il Responsabile dei servizi ha dato lettura di un testo scritto da un OSS operante in struttura. Oltre che una testimonianza di valore dell'impegno psicologico che si deve dare nel lavoro di cura, il racconto è anche un'interessante prova letteraria.

 Il racconto inizia così:

Se c’è una suoneria che non vorresti mai e poi mai dover sentire, è quella della sveglia alle cinque del mattino!

D’altra parte, qualche ora prima le hai dato la carica, hai regolato le lancette e lei, sempre ligia al dovere che le compete, ti avverte che l’ora à giunta!
Qualche volta decidiamo di stare ancora cinque minuti e quando succede che si prende la sciagurata decisione, il risultato è che alle sei e un quarto il silenzio della tua casa viene scosso da un altro suono: quello del telefono, seguito dalla voce della tua collega che ti ricorda che forse hai qualcosa da fare dalle parti della struttura!
Come sempre in questi casi, ti ribalti giù dal letto e pensi: ”Porca miseria, lo sapevo, lo sapevo!”.

Mai fidarsi dei cinque minuti!  (continua!)

domenica 6 giugno 2010

Dispensa sulla gestione dell'incontinanza

Nell'ambito del sito daperoricercasociosanitaria si è aperto un nuovo blog specialistico destinato a raccogliere e mettere a disposizione degli interessati dispense su vari argomenti redatte da docenti di diversa estrazione culturale in occasione di corsi e/o convegni nel settore sociosanitario.

Il nuovo servizio si apre con una dispensa gentilmente messa a disposizione da Marco Gozzi e redatta dalo stesso docente in occasione del corso accreditato ECM tenutosi a Castelvetro (PC) il 3 giugno scorso.

La dispensa svolge ampia trattazione del problema del controllo dell'incontinenza.
Per leggere la dispensa clik qui!!

Vai al nuovo blog!

lunedì 17 maggio 2010

La corruzione dilagante ci pone una domanda: è giusto distinguere tra peccato e reato?

Quello che non ci consola è il fatto che la politica ci costringe ad assistere ad uno spettacolo disarmante. Senza lo scandalo quotidiano ormai non si può vivere!
Allora quando pensiamo che la sanità è una voragine e che non siamo sicuri che l’organizzazione delle aziende pubbliche e l’accreditamento delle aziende private garantiscano la massima efficacia nella spesa, non solo ci turba i pensieri l’oggettiva difficoltà a far bastare le risorse scarse ma ci sembra legittimo dubitare che grandi quantità di risorse siano andate nella direzione sbagliata ...

Per leggere l'intero articolo clik qui!

Corso ECM a Castelvetro

per maggiori info, vedere il programma e iscriversi: clik qui!

In pieno svolgimento la "campagna" di studio dell'ANOSS sull'accreditamento. Il convegno del 12 maggio


                                         Leonardo Mazzoli,
Il Presidente dell'ASP "Città di Piacenza"  apre il 3° convegno oerganizzato dell'ANOSS ull'accreditamento.                                       
Il convengo che si è tenuto il giorno 12 maggio a Piacenza in Santa Maria di Campagna aveva per  titolo "ACCREDITAMENTO - Responsabilità gestionale unitaria: riflessi su organizzazione e personale"


Ottimo Chairman della manifestazione, Graziano Giorgi, nella foto a destra insieme a Dino Terenziani. Quest'ultimo ha illustrato una relazione di carattere generale sui principi dell'accreditamento che ha riscosso vivo interesse per la puntualità dei contenuti e la chiara esposizione. Le slides presentate sono disponibili nella colonna a fianco a sinistra. Basta cliccare sull'immagine e si possono vedere tutte e anche scaricare.

 
L'albero dei servizi è la metafora usata  nella  successiva  relazion a cura di Renato Dapero dal titolo: "Rinnovamento e responsabilità gestionale unitaria". Viene posto in evidenza il fatto che i servizi hanno sempre dato "Buoni Frutti" pur non dimenticando che l'albero dei servizi ha originato simbionti e parassiti. Continuerà a dare buoni frutti, e anche migliori, se l'accreditamento diventerà l'occasione per migliorare le strutture e ridurre i danni, possibilmente da eliminare, di tutti fenomeni negativi, appunto parassiti, che si annidano nelle organizzazioni.

                                                                                                                                                                        
La successiva relazione tenuta da Giacomo Ghinolfi è stata centrata sulle problematiche del personale considerato, come esattamente descritto nel  titolo, come principale fattore di qualità del servizio


Ultimo intervento, prima delle conclusioni del coordinatore della giornata Giorgi e dei richiami all'impegno della politica da parte del Presidente Mazzoli, è stato quello del sindacato . A lato Paolo Lanna, Segretario Generale CGIL di Piacenza 

Il pubblico, numeroso come in tutte le altre precedenti manifestazioni ANOSS sull'accreditamento, ha potuto gustare, al termine del convegno, uno splendido buffet realizzato dallo staff di cucina dell'ASP Città di Piacenza a cui va un sentito grazie!! 

sabato 15 maggio 2010

Hospice a colori - Arte e cura

Giovedì 20 maggio alle 17.30 nell'Auditorium della Fondazione a Piacenza sarà presentato il libro di Fausto Fiorentini e Itala Orlando "Hospice a colori. Prendersi cura del malato grave e della famiglia".


La presentazione del libro sarà accompagnata dalla mostra delle opere dei dieci artisti piacentini.


Ai partecipanti sarà fatto omaggio del libro"

Per saperne di più vai al link di !Amici dell'Hospice" http://amicihospiceborgonovo.blogspot.com/2010/05/giovedi-20-maggio-alle-17.html

giovedì 6 maggio 2010

Partecipate al convegno sull'accreditamento dei servizi sociosanitari a Piacenza il 12 maggio

L'associazione ANOSS prosegue con lo studio dell'accreditamento dei servizi sociosanitari.

Con l'introduzione delle nuove norme regionalei si sino aperti scenari ciomplessi e anche tali da destare preoccupazioni sia per lo svolgimento dei servizi, sia per le sorti del personale oggi quanto mai difficili da decifrare

(Prosegui)

Valutazione dei rischi psico-sociali - Serve lo Psicologo?

Stress da lavoro correlato e valutazione dei rischi psico-sociali: serve lo Psicologo?

Il fattore umano come principale fattore di rischio e prevenzione per la salute e sicurezza dei lavoratori
In Italia, facendo seguito alle direttive europee, abbiamo oggi un complesso di leggi, sapientemente racchiuse nel Testo Unico D.Lgs 81/08, sufficientemente preventivo e protettivo dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Tuttavia, per quante accortezze tecniche, strumentali ed organizzative adottiamo, oltre al rischio non prevedibile ed occasionale, resta sempre un rischio residuo e mutevole dovuto al fattore umano.
Nel considerare i fattori di rischio per la salute e la sicurezza del lavoratore, oltre alla probabilità che essi si verifichino ed all’entità dal danno, che possono provocare, bisogna tener conto anche del fatto che essi siano percepiti e dal modo in cui vengono percepiti. In tal senso, talvolta, anche fattori potenzialmente poco probabili o poco dannosi, con comportamenti non corretti, possono generare rischio effettivo.
La percezione del rischio, come noto, subisce notevoli differenze individuali, di età, di esperienza, di genere, di contesto, di tempo e di luogo. Si pensi ad esempio ad un lavoratore che non abbia sufficientemente dormito, al lavoratore distratto o a quello ansioso, al lavoratore esperto o a quello neofita, oppure alle lavoratrici in gravidanza, oppure alla considerazione dell’ambiente lavorativo, come una “seconda casa” ed all’altissima statistica di infortuni domestici…
Il fattore umano di rischio, nel determinismo degli infortuni sul lavoro, delle malattie professionali e del rischio psicofisico, occupa una posizione di preminenza sugli altri fattori. Per questo motivo, già con l’ex D.L. 626/94 ed ancor più con il D.Lgs 81/08, il legislatore ha dato notevole importanza alla conoscenza ed alla percezione dei rischi, formalizzando l’informazione e la formazione dei lavoratori, come misure atte a favorire le azioni comportamentali più idonee alla prevenzione e protezione dai rischi. Con il D.Lgs 81/08, c’è un ulteriore salto di qualità ed una marcata attenzione al fattore umano ed in particolare alle condizioni di stress psicosociale, correlate al lavoro, che vengono annoverate tra i possibili fattori di rischio per la salute e la sicurezza del lavoratore.
Per leggere l'intero articolo
clicca sul link  http://daperoarticolicompleti.blogspot.com/2010/05/stress-lavoro-correlato-e-valutazione.html

Il lavoro atipico nei servizi alla persona

Secondo le rilevazioni del CENSIS sulla situazione sociale del Paese al II trimestre 2009, “il mercato del lavoro in Italia ha tendenzialmente retto, o almeno non ha reagito alla crisi peggio di quello di altri Paesi” (Fondazione Censis, “Lavoro, professionalità, rappresentanza” - 43° Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese - dicembre 2009). Fino ad oggi gli effetti negativi determinati dalla cattiva congiuntura si sarebbero riversati esclusivamente sulle componenti meno tutelate del sistema del lavoro, tra cui, appunto “l’ampio bacino del paralavoro”: le “formule occupazionali cresciute a metà strada tra lavoro dipendente ed autonomo, che costituiscono una quota ormai importante del mercato del lavoro”. Si consideri che a giugno 2009 gli atipici erano circa 3 milioni e mezzo di lavoratori e che questi hanno registrato in 12 mesi (tra il 2° trimestre 2008 e il 2° trimestre 2009) una perdita del 4,3%, pari a 162 mila posti di lavoro. Sempre il Censis - su dati Istat - ha rilevato che ad essere maggiormente colpite sono state tutte le diverse forme di lavoro a termine (- 9, 4%), seguite in misura ridotta dalle collaborazioni a progetto ( - 12%) e dalle collaborazioni occasionali (- 19,9%). Per contro, a fronte di settori che hanno visto ridurre sensibilmente i propri livelli occupazionali come l’industria, il turismo e il commercio, ce ne sono alcuni, come i servizi pubblici sociali e alla persona che hanno aumentato il fatturato.

Nello specifico, infatti, secondo una rilevazione del Centro Studi di Legacoop (dati preconsuntivo 2009) il comparto delle cooperative sociali nel 2009 ha continuato a crescere, seppur rallentando, con un aumento di fatturato pari a + 1,85% rispetto al 2008 e un aumento di occupati pari a + 1,10% (fonte: ErmesImprese, gennaio 2010).

Al di là delle dimensioni della precarietà lavorativa, l’elemento che si vuole sottolineare in questa analisi sono le caratteristiche del fenomeno e le sue ripercussioni a livello sociale .

Per alcuni anni, dal Pacchetto Treu alla Legge Biagi, si è registrato in Emilia Romagna un utilizzo per lo più virtuoso del lavoro non standard: in sostanza l’utilizzo di questi contratti favoriva l’ingresso nel mondo del lavoro dei soggetti tradizionalmente più deboli – le donne e i giovani – e dopo un certo lasso di tempo avveniva la stabilizzazione del lavoratore attraverso contratti standard (Istituto Regionale Studi sociali e politici De Gasperi, “Il ricorso ai contratti di lavoro non standard. Un’indagine nella provincia di Bologna “– 2008)

Negli ultimi anni successivi però si è vista la graduale e trasversale diffusione dei contratti di lavoro atipici, sia in settori attraversati da momenti di crisi o da processi di riorganizzazione, sia in settori che invece hanno visto una crescita costante.

In regione, una forte crescita del settore dei servizi alle imprese e alle persone ha proposto modalità organizzative e lavorative nuove, che si intrecciano anche con i processi di esternalizzazione di molti servizi pubblici. Da qui l’aumento al ricorso dei contratti a termine, utilizzati soprattutto per garantire servizi in base all’appalto vinto dalla cooperativa. Oggi il sistema degli appalti ha portato una graduale diminuzione del numero di lavoratori a termine; parallelamente però si registra una generale preoccupazione, legata alle logiche degli appalti pubblici, dell’accreditamento dei servizi sociosanitari e dei lavori a progetto, che determinano un senso di insicurezza anche ai lavoratori assunti a tempo indeterminato: sono i rinnovi degli appalti o l’accreditamento a determinare la continuità dell’impiego; il lavoratore è chiamato a rispondere in termini flessibili per adeguarsi al lavoro e all’utenza ma resta in uno stato psicologico di profonda precarietà.

mercoledì 5 maggio 2010

Inchiesta di Report su Sanità lombarda, critica l'Italia dei Diritti

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COMUNICATO STAMPA


Inchiesta di Report su Sanità lombarda, critica l'Italia dei Diritti

Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità del movimento: "Strumentalizzare i malanni del paziente in base a quanto possono far guadagnare è scandaloso, i medici sono professionisti, non venditori a provvigione"



Roma, 3 maggio 2010 - "E' evidente che esiste una speculazione sanitaria che affiora dalla gestione della Sanità lombarda". Questo il primo commento di Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità dell'Italia dei Diritti, in seguito a quanto emerso dall'inchiesta del programma televisivo Report che ha messo in evidenza le ombre del tanto acclamato modello sanitario lombardo mostrando come al centro ci sia la logica del profitto anziché la salute dei cittadini. Persone sottoposte a interventi chirurgici non necessari, cartelle cliniche false o gonfiate, tutto ciò per ottenere rimborsi dalla Regione più cospicui. Prosegue sdegnato l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "Tutto ciò parte dal presupposto che un imprenditore come Rotelli ha in mano gran parte della Sanità della regione Lombardia perché proprietario di varie cliniche convenzionate. I privati come lui non mettono al centro la persona ma la capacità del paziente di far guadagnare l'ospedale e questo, oltre a non essere appropriato, è scandaloso. Se al centro ci fosse l'individuo - spiega Smiroldo - non ci sarebbero elevati guadagni né per la clinica, né per i medici, ricattati da contratti a provvigione o simili. Infatti, se la retribuzione di uno specialista non è più basata sul principio di colui che cura la persona, il dottore perde di vista il suo compito principale, i malati diventano solo un mezzo per arricchirsi e ci si dimentica che dietro c'è un essere umano che ha bisogno di aiuto, richiesta che viene così strumentalizzata. La malattia viene quindi quantizzata in termini economici. Per tutelare cittadini - chiosa amaramente Smiroldo - sarebbe opportuno rimettere al centro la persona e i suoi bisogni, non i compensi. Occorre poi fare contratti simili a quelli dei dipendenti pubblici vietando pagamenti a provvigioni o altri inquadramenti atipici. E' assurdo considerare i medici come dei venditori, la Salute non è un business qualunque. Il problema è che se chi governa la sanità privata è d'accordo con i politici si crea l'anomalia che il controllato e il controllore sono concordi quindi viene meno la funzione di vigilanza delle istituzioni. Le parole di Rotelli sui rimborsi della Regione sono per me un pugno allo stomaco. Quelli - conclude Smiroldo - sono soldi nostri e dovrebbero essere usati per potenziare il pubblico e una Sanità che pone al centro l'individuo. Quello lombardo per me non è un modello da esportare perché non c'è vera competizione tra pubblico e privato come ad esempio avviene in Germania, Austria e altri paesi europei. Non vedo nessuna nota di merito se mezza Italia va a curarsi in Lombardia perché mancano strutture altrove, potremmo parlare di qualità se ci andassero i tedeschi, gli austriaci o gli svizzeri".

Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Addetti Stampa

Alessandra Rossi - Andrea Maringeli
Capo Ufficio Stampa
Fabio Bucciarelli
Via Virginia Agnelli, 89 - 00151 Roma
Tel. 06-97606564; cell. 347-7463784
e-mail: italiadeidiritti@yahoo.it
sito web http://www.italiadeidiritti.it/






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Diamo pubblicità al concorso artistico "L'inedito Anziano"

Concorso artistico “L’inedito Anziano”

Compie 10 anni il Concorso artistico letterario "L'Inedito Anziano", ideato e promosso dall'Associazione Culturale Big Ben di Modigliana (Fc).

L'intento del concorso, che anno dopo anno ha visto aumentare il numero dei partecipanti e il livello dei lavori, è quello di rappresentare "un tributo, un omaggio alle generazioni che hanno traghettato la nostra cultura ed i nostri valori nel nuovo millennio".

Il concorso si divide in cinque categorie: narrativa, poesia, pittura, scultura e fotografia. La giuria – composta da giornalisti, artisti e personaggi della cultura – selezionerà tre vincitori per ogni categoria, che saranno premiati il 2 ottobre 2010, nel corso della giornata conclusiva della manifestazione.

Il materiale dovrà essere consegnato o recapitato all'indirizzo Big Ben – Via Gramsci, 31 – 47015 Modigliana (Fc). Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 31 luglio 2010: in caso di spedizione farà fede il timbro postale.

Per tutte le informazioni e per ricevere copia del bando si può telefonare a Big Ben 347/8932009 o 328/2165276 e-mail info@ineditoanziano.it    http://www.ineditoanziano.it/


Sostanzialmente immutate le caratteristiche che ne hanno decretato il successo tra i numerosi partecipanti alle passate edizioni, provenienti da tutta Italia e dall'estero, e tra gli operatori del settore coinvolti. Vi possono partecipare tutte le persone che abbiano compiuto il 18esimo anno di età e che intendono cimentarsi in produzioni letterarie e/o figurative aventi come chiave di lettura un'analisi "aperta" e personale della Terza Età, in grado di uscire dagli schemi della retorica, capace di collocare al centro dell'universo-mondo la figura senza tempo e, appunto, inedita dell'Anziano.

L'Inedito Anziano si avvale del patrocinio di: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì-Cesena, Comune di Modigliana ed Accademia degli Incamminati.

Media Partner: Corriere Romagna – Gagarin (mensile di cultura e società) – Fernandel (casa editrice)

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