mercoledì 6 aprile 2016

La digitalizzazione delle RSA

A cura di CBA Group

CBA Group offre soluzioni per gestire ogni ambito gestionale ed è partita per automatizzare ogni processo, in virtù delle normative di oggi e di domani.


Nel ribadire la mission di CBA Group, software house di Rovereto specializzata nei servizi socio-assistenziali, «vale a dire quella di non perdere di vista il benessere della persona» – spiega la presi- dente Valentina Andreatta – «si punta il dito nel rafforzare che questa idea di base si arricchisce di nuovi contenuti che si traducono in software allo stato dell’arte della tecnologia, ma soprattutto della normativa».
Le Residenze per anziani sono il core business. «A differenza di altri competitor, la scelta di CBA è sempre stata quella di fornire pacchetti completi che non prevedevano l’esternalizzazione di attività», aggiunge Andreatta; «una scelta che si è rivelata vincente grazie anche all’arrivo di nuove normative che spingono verso la digitalizzazione e la conservazione a norma».
Stiamo parlando dell’appena introdotta fatturazione elettronica, dell’obbligo di aggiornamento dei sistemi di Protocollo informatico e delle nuove regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici che obbligherà le PA a produrre gli originali dei propri documenti in formato digitale entro l’11 agosto 2016 e si concluderà nel 2017 con l’obbligo di conservazione digitale a norma. L’abbandono della carta e i conseguenti obblighi di conservazione a norma, si estenderà nel tempo dalle strutture pubbliche a quelle private. Per questo CBA – proponendo una piattaforma completa che, tra le altre cose, si occupa di amministrazione, economato, gestione del personale e degli ospiti per arrivare fino all’area sanitaria e a flussi informatici verso le Regioni – riesce a proporre automatismi completi in tema di digitalizzazione: dalla produzione del dato fino alla sua conservazione sostitutiva. CBA si appoggia a partner riconosciuti e specializzati nel digitale a norma. Le molteplici integrazioni alle soluzioni alle quali l’azienda ha dovuto far fronte, che vanno di pari passo con gli sviluppi normativi, hanno imposto notevoli sforzi organizzativi che continueranno in un prossimo futuro fino alla completa digitalizzazione. Una attività complessa che deve fare fronte anche alle differenze fra le normative regionali.
La spinta verso la digitalizzazione ha portato anche alla crescita delle assunzioni da parte della software house che, in un momento di crisi per l’occupazione, ha rilanciato con un 40% in più di assunzioni in tre anni proprio per tradurre in linguaggio software i cambiamenti imposti dalle nuova legislazione. L’azienda si è arricchita così di professionalità molto differenti tra loro, compreso un ufficio studi dove un team di legali si misura continuamente con i cambiamenti normativi. Questa conoscenza si trasferisce ai clienti attraverso l’assistenza, dove una ventina di professionisti rispondono con competenza alle loro richieste non solo circa gli aspetti tecnologici ma anche normativi. Inoltre, attraverso il Digital Tour che proprio in questi giorni sta percorrendo l’Italia per parlare di digitalizzazione, privacy e conservazione a norma, dffondiamo conoscenze di normative e soluzioni per affrontare con serenità le scadenze normative. Il Tour si concluderà in maggio in occasione di Exposanità. 

La risposta di CBA si spinge, ulteriormente, verso soluzioni software che danno risposte a tutte quelle strutture multiservizio che stanno ampliando l’offerta a una molteplicità di utenti. Oltre agli anziani, dunque, anche le disabilità e la sfera della riabilitazione trova risposte gestionali mirate in declinazioni appositamente studiate di Cartella Socio Sanitaria, senza tralasciare nessuna tra le distinte necessità delle varie utenze perché, digitalizzazione a parte, la situazione è in piena evoluzione.


CBA sarà presente al Meeting delle Professioni di Cura con il suo stand e organizzerà i seguenti seminari rivolti a direttori generali, direttori sanitari e responsabili di area:


B-08 CBA Digital Tour: Benefici, vincoli normativi e prospettive future della digitalizzazione e conservazione a norma, nell'ambito sanitario e in tutti gli aspetti gestionali.
[20 APRILE 2016 - h. 14-16.30]

C-07 Tutela e gestione dei dati personali e sensibili in Sanità, anche in ottica del nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy.
[21 APRILE 2016 - h. 10-12.30]

Vi aspettiamo al Meeting delle Professioni di Cura - PIACENZA EXPO - 20 e 21 APRILE

Per info e iscrizioni:
www.editricedapero.it
info@editricedapero.it

Gli anziani (…e le anziane) e le malattie da farmaci: combattere l’indifferenza, imparare dagli errori e tornare a sentire “l’odore delle pecore”

A cura di Ferdinando Schiavo

"Sbagliare è umano… ma si può imparare dall’errore. Tenuto nascosto, l’errore può ripetersi e tuttavia, se viene affrontato e discusso, perde la sua potenzialità negativa: l’errore diventa pedagogico!"

L’argomento delle “malattie da farmaci” è attuale e coinvolgente e lo sarà sempre di più in quanto la popolazione più a rischio, gli anziani, è in continuo e progressivo aumento.
Su questo sfondo di invecchiamento della popolazione mondiale, la maggiore sopravvivenza delle donne (aumento della speranza di vita) le espone ulteriormente, rispetto agli uomini, a un tasso di fragilità più estesa a causa delle più frequenti o pesanti patologie che le colpiscono (riduzione degli anni di vita sana). La fragilità è legata non solamente agli anni di vita guadagnati, ma anche al conseguente consumo di farmaci, ai quali peraltro le donne rispondono in modo differente e con un più elevato carico di eventi avversi: le malattie da farmaci preferiscono le donne! La medicina è stata concepita, infatti, dai maschi per i maschi e per decenni sintomi, diagnosi, accertamenti e farmaci che “andavano bene per gli uomini” dovevano andar bene anche per le donne! Se un farmaco va bene ad un maschio, perché spendere soldi per provare che funziona anche nella donna? In questa ottica, i medicinali sono stati testati per molti anni e vengono testati tuttora quasi esclusivamente o in modo prevalente su “giovani, adulti, maschi”.
Essere uomo o donna fa molta differenza quando si parla di salute, ma questa verità non è da tutti conosciuta.

Da questa realtà dovrebbe nascere la buona regola di pensare in maniera sistematica ad una possibile patologia da farmaci quando un medico effettua una visita, in particolare se si tratta di un soggetto anziano. Bisogna combattere contro l’indifferenza per i comportamenti di ageismo, ovvero l’omissione sull'aria del “tanto è vecchio… è solo vecchio…” o del nichilismo (non c’è niente da fare…) o del fatalismo rassegnato, che privano l’anziano della possibilità di una diagnosi o di una cura. E donare tempo!
In questa visione, la relazione medico-paziente va certamente migliorata. I pazienti, sembra un paradosso, da quando hanno iniziato ad essere «curati meglio», avvertono la sensazione di essere «curati meno». La vecchia relazione medico-paziente di ottanta anni fa non esiste più e va di sicuro stimolata nei rapporti comunicativi (devo sapere come informarti e comunicarlo in modo corretto…) ed empatici (capisco cosa provi…), oltre che tecnici. La suddivisione in aree specialistiche, peraltro, è diventata il simbolo della frammentazione del sapere e del corpo del paziente, corpo che spesso viene poco “toccato” dal medico essendo diventata, invece, prioritaria la prescrizione di esami che esplorano gli organi. Esami a volte inutili, costosi o addirittura inappropriati, come le recenti notizie sul tentativo di risparmiare risorse ci ricordano. Ascoltare e toccare una persona che ne ha la necessità è un atto terapeutico!
Chi è tentato di restare chiuso nella torre d'avorio delle conoscenze deve invece imparare ad uscire, per cogliere “l'odore delle pecore”… Un medico che non percepisce “l'odore” delle persone che a lui si affidano resta un estraneo, la cui efficacia terapeutica è limitata… Sono parole recenti di Papa Francesco…

Una sorta di amaro privilegio del neurologo: molti sintomi o segni che si incontrano in neurologia possono essere indotti da farmaci e i vari sintomi, associandosi o meno fra di loro, possono dar luogo a manifestazioni di interesse neurologico che spesso assomigliano ad alcuni importanti e noti quadri clinici, come la malattia di Parkinson, le demenze, l’epilessia e altre malattie ancora, inducendo spesso all’errore di diagnosi (esempio: far diagnosi di malattia di Parkinson, degenerativa e irreversibile, invece della corretta diagnosi di Parkinsonismo da farmaci, quasi sempre reversibile!) e alla necessità di indagini a volte sofisticate, per nulla necessarie, non trascurando il contributo doloroso di un’inutile sofferenza del paziente.

L’esperienza maturata da più di quarantacinque anni come “onesto artigiano della neurologia dei vecchi” mi ha indotto, dopo le lunghe riflessioni e ripensamenti trascorsi nell’attesa di una medicina più lenta e particolarmente attenta ai bisogni dei vecchi, a pubblicare nel 2014 con Maggioli un libro, MALATI PER FORZA. Gli anziani fragili, il medico e gli eventi avversi neurologici da farmaci, e nel contempo ad affrontare in prima persona un Progetto di supervisione di anziani in strutture a loro riservate, che è possibile leggere sul sito www.alzheimerudine.it. 

Le donne sono le ospiti prevalenti nelle residenze per anziani: alla muta violenza che spesso subiscono nell’indifferenza generale è dedicato il mio lavoro. E spero anche il vostro. Anche se il compito di decidere una terapia farmacologica spetta al medico chiunque, da cittadino “semplice”, a familiare di persona malata, a qualsiasi professionista della salute, ha il compito di agire con responsabilità.
Concludo con alcuni scritti particolarmente intensi e, mi auguro, utili ad aiutarmi a far comprendere a chi si occupa di persone vulnerabili cosa significhi responsabilità.  

“Nessuno vuole più rispondere di nulla, ma chi scarica sugli altri ogni fardello, nei fatti si dichiara sostituibile e superfluo”,  Donatella Di Cesare. Corriere della sera 5 aprile 2015


“È necessario che i cittadini comuni si rendano partecipi della vita pubblica e non siano semplici spettatori”. Don Luigi Ciotti
E ancora Don Luigi Ciotti: “Responsabilità è impegno quotidiano, non indignazione saltuaria, non dolore a tragedia avvenuta”…

“Esiste una omertà di attenzione, di chi non vuol sapere per non fare la fatica di capire, distinguere, prendere posizione. Il più italiano del “farsi i fatti propri”, in mancanza di un senso dello Stato, è una forma di concorso esterno alla mafia”. Massimo Marnetto

“Nella vita non bisogna mai arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine. Bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.” Rita Levi Montalcini

E infine… “Perdonatemi questa predica di virtù, perché nella rilassatezza di questi tempi bolsi la virtù stessa deve chiedere perdono al vizio, sì, deve inchinarsi a strisciare”.  Amleto di Shakespeare.

... Noi NO!