sabato 20 settembre 2014

ANOSS Magazine News: Meeting SUD- 22 ottobre

ANOSS Magazine News: Meeting SUD- 22 ottobre: 1 ° Meeti ng delle Professioni Sociosanitarie - SUD Hotel Palace BARI 22 Ottobre 2014. Finalmente è tutto pronto Le aziende ci ha...

lunedì 19 maggio 2014

Nuovo welfare - La governance dei servizi sociosanitari

Pubblico  il link per vedere le slide che presenterò in apertura del programma di lavoro sulla "Governance dei  servizi sociosanitari" che si svolgerà a Bologna Exposanità dal 21 al 23 maggio.
Se vuoi vedere le slide Clicca qui

lunedì 12 maggio 2014

ANOSS Magazine News: ANOSS si rinnova

ANOSS Magazine News: ANOSS si rinnova: In data 14 aprile ad Ancona si è tenuta l'assemblea dei soci ANOSS in cui  è stato approvata una modifica dello statuto ed sono stati el...

martedì 4 febbraio 2014

CONSULTA Sociale, Salute, Famiglia, Immigrazione, Mondialità e Pari opportunità


Relazione introduttiva
Premessa
Le consulte trovano la loro giustificazione giuridica nel vigente Regolamento della partecipazione del comune di Piacenza. Per comprenderne il senso occorre partire dall'esame degli scopi che vengono attribuiti alle consulte. All'art. 12 del regolamento si dice che le consulte sono “strumenti di stimolo e partecipazione dei soggetti coinvolti nella vita politica e amministrativa del territorio … tendono al raggiungimento della coesione sociale basata su scelte condivise”. Al punto 4 di detto articolo si afferma che le consulte “svolgono la propria attività in piena autonomia”avendo ovviamente il regolamento come riferimento.
La Consulta ha il compito di promuovere la cultura della partecipazione valorizzando il ruolo delle associazioni. Il Comitato Esecutivo predispone l’agenda dei lavori e i documenti da sottoporre all'assemblea. La Consulta svolge funzioni propositive e consultive facendo atti di “proposta, studio, osservazione”(art. 19). Entro settembre proposte per la predisposizione del bilancio evidenziando i bisogni e proposte anche nella fase di predisposizione di piani e programmi. Alle proposte i competenti organi devono dare risposta entro 90 giorni. La Consulta promuove autonomamente o di concerto col Sindaco (ovvero assessore competente) incontri e dibattiti per una maggior informazione dei cittadini, incontri con altri enti e iniziative pubbliche. La Consulta esprime pareri e predispone relazioni.
Necessità di una linea
Quanto sopra, in sintesi, ciò che prevede il regolamento. Ora si deve decidere con quale atteggiamento affrontare il ruolo che compete ai componenti delle consulte e a tale proposito è subito necessario rilevare che occorre in primo luogo spogliarsi della visione che deriva dall'appartenenza ad una determinata associazione utilizzando però la personale esperienza di vita associativa per costruire, in collaborazione, la linea della Consulta.
Un ruolo consultivo, che era l’unico in passato, forse lo si può svolgere, sia pur con qualche limite, anche senza aver definito una linea strategica della Consulta (Se viene richiesto un parere su un atto dell’Amministrazione, si studia il contenuto dell’atto, lo si discute in una o più riunioni e alla fine un parere più o meno documentato lo si può dare), ma la funzione propositiva è molto più difficile da realizzare. Certo si può operare come detto sopra anche quando si cercasse di fare una proposta autonoma ma, in assenza di una linea condivisa della Consulta, ci sarebbero difficoltà interne a tracciare, di volta in volta, una linea condivisa su una proposta singola. Probabilmente accontenterebbe qualcuno e scontenterebbe altri e potrebbe cadere in una situazione di impasse. Occorre quindi costruire una linea politica della Consulta partendo dalle opinioni e dal pensiero del gruppo che costituisce l’Esecutivo riservandosi, poi, di portarla in esame all'assemblea allo scopo di ottenere la massima condivisione. Ciò garantisce maggior coerenza nei comportamenti futuri.
Le difficoltà più evidenti
Le difficoltà da superare sono sostanzialmente legate ai seguenti fattori:

  • ·         i componenti dell’Esecutivo hanno provenienza ed esperienze differenti e non sono abituati a lavorare insieme,
  • ·         hanno conoscenze circoscritte al settore di attività della propria associazione,
  • ·         non esiste nella storia recente una documentazione circa fenomeni simili a quello che si sta cercando di realizzare in quanto le consulte nella precedente esperienza hanno avuto funzioni più limitate,
  • ·         non esiste a questo fine un supporto da parte dell’Amministrazione coerentemente col fatto che le consulte devono essere autonome,
  • ·         l’autonomia da un lato è una ricchezza e dall'altro un problema perché come tutti gli elementi di libertà richiede un certo sforzo infatti l’autonomia è scritta nel regolamento ma è vera solo in potenza, in realtà è necessario conquistarla e difenderla,
  • ·         la conoscenza della realtà sociopolitica di cui si deve occupare la consulta non è semplice ed è poco nota nel suo insieme anche perché in passato non esisteva una consulta con un così esteso campo di interesse.
Si pone quindi il problema di svolgere delle osservazioni e delle analisi approfondite dei vari contesti sociali a cui la Consulta si riferisce e questo è un compito che si potrà svolgere nel tempo anche creando, come previsto dal regolamento, degli appositi “Tavoli di lavoro”. Su questo fronte si parte da zero e l’obiettivo che ci si può porre è di concludere il mandato lasciando ai successori un patrimonio di conoscenza articolato in riferimento ai problemi sociali più rilevanti della città.
Punti di forza e di debolezza
Disporre di una linea di comportamento è un punto di arrivo a cui si può giungere attraverso una marcia di avvicinamento programmata. Prima di tutto è necessario costruirne la struttura escludendo qualche pericolo e mettendo in risalto i punti di forza.
Un primo pericolo da evitare è definire un’errata interpretazione del ruolo politico della consulta. Non deve sconfinare nella difesa di una linea politica di partito proprio per evitare di diventare un organismo di copertura in un caso, o, in caso contrario, di sterile contrapposizione. Ciò non significa che ogni singolo componente non debba sostenere le sue visioni politico-sociali ma evidentemente lo deve fare nella visione alta della politica intesa come interesse della città. Questo è il primo punto di convergenza necessario: si deve sapere che la consulta ha un ruolo politico ma che tale ruolo deve essere giocato in modo slegato dagli schieramenti di partito.
Il secondo pericolo è quello di cercare una linea senza conoscere l’oggetto a cui riferire tale linea di comportamento. Per questa ragione si devono definire gli oggetti dello studio e le persone che devono portarlo a compimento.
Il terzo pericolo è quello di scontrarsi sulle strategie o perdersi nei particolarismi. Per avere una linea bisogna decidere e come è noto decidere significa tagliare. (Dal latino - deciduo = tagliar via, mozzare). Quindi un passo importante è escludere dal campo di applicazione alcune parti e focalizzare l’attenzione soltanto su altre.
I punti di forza sono pochi ma rilevanti. Il primo è che il Regolamento prevede l’autonomia delle consulte quindi non solo non esclude niente ma stimola ad agire.
Un secondo punto di forza è la varietà dei componenti della Consulta e dei membri dell’Esecutivo che garantisce l’esistenza di competenze potenzialmente sinergiche.
Un terzo punto, e su questo non so se ottengo unanime consenso, è la gratuità dell’incarico. Se, pur senza alcun compenso, si riesce a lavorare, il risultato non sarà condizionato dall'interesse economico dei singoli ma, scevro da fini particolari, sarà conseguente ad analisi di tipo socio-culturale indipendenti ed oggettive quindi del tutto rispondente all'interesse diffuso.
La “scaletta”
La linea della Consulta va definita con l’apporto di tutti i componenti utilizzando come supporto questa sequenza logica:
  • ·         Avere una linea è conseguenza di una decisione
  • ·         Per decidere è necessario conoscere
  • ·         La conoscenza deve essere condivisa (in Esecutivo  e poi con tutta l’assemblea)
  • ·         La decisione deve essere motivata
  • ·         In seguito la decisione deve essere formalizzata in un documento
  • ·         Infine deve essere pubblicizzata
Questa sequenza logica deve essere utilizzata ora nella costruzione della linea strategica della Consulta e successivamente ogni volta che si deve decidere.
La linea socio-politica
La linea della Consulta è frutto della conquista di una autonomia culturale che può scaturire solo da un processo di elaborazione di conoscenza. Poiché i possibili ambiti di interesse sono molteplici e i livelli di intervento possibili sono anch'essi numerosi, come abbiamo più volte rilevato, la prima decisione importante da prendere è quella di circoscrivere il campo di azione.
Se decidere significa tagliare allora la prima proposta da valutare è quella di tagliare la “testa” e la “coda”.
Se si attribuisse un’immagine grafica alle possibili azioni si otterrebbe verosimilmente una piramide che alla base ha una gran quantità di questioni di poco conto interrelate e spesso in conflitto tra loro, mentre al vertice la decisione di alta strategia sulle possibili (poche) alternative di allocazione delle risorse. Questa decisione di alta strategia è per definizione di competenza del vertice politico e include scelte in linea col partito di riferimento e confronto con altri settori. In merito si potrà dire qualcosa nel parere sul bilancio ma lo studio del problema è competenza specifica dell’Amministrazione. D’altro canto, quello invece dell’infinito campo dei piccoli problemi è preferibilmente da evitare perché riduttivo, conflittuale e non favorisce una “visione d’insieme”.
Ciò di cui si dovrà occupare la Consulta è dunque il grande spazio centrale facendo attenzione a dipanare l’azione sui settori più rilevanti per numero o importanti per altro aspetto. (Vedi integrazione culturale, forte grado di interrelazione con elementi numericamente importanti e altri parametri rilevanti)
Se il ragionamento fin qui svolto viene condiviso ne consegue che:

  • ·    bisogna intraprendere uno studio che serva da base ad ogni altro sviluppo
  • ·   il campo di riferimento della ricerca è la popolazione
  • ·   il primo aspetto da rilevare, squisitamente demografico, è la consistenza numerica delle classi di età, delle classi economico-professionali e il relativo trend di sviluppo.
  • ·   il secondo, sempre demografico, è però riferito alla condizione sanitaria quindi sostanzialmente l’epidemiologia e relativo trend nel territorio piacentino.

Occorre procedere con la costituzione di due tavoli di lavoro col compito di studiare i problemi di cui sopra. Nella costituzione dei tavoli si potranno includere anche altri componenti estratti dall'assemblea, così, per integrare l’Esecutivo a cui manca un componente per l’indisponibilità dichiarata di un membro, e per dar vita al gruppo da inserire nell’interconsulte, potranno essere coinvolte persone con disponibilità a collaborare in questo lavoro di ricerca.

giovedì 16 gennaio 2014

ANOSS Magazine News: Exposanità: la preparazione è avviata

ANOSS Magazine News: Exposanità: la preparazione è avviata: Appuntamento Exposanità:  dal 21 al 24 maggio  ANOSS in prima linea nella preparazione degli eventi di Exposanità. Il 10 gennaio c'è s...

Comune di PIACENZA – Consulta Sociale, Salute, Famiglia, Immigrazione, Mondialità e Pari opportunità

Piazza Cavalli - Icona della città
Martedì 17 dicembre alle ore 20,45 a Piacenza, presso la Sala comunale di via Martiri della Resistenza 8 si è tenuta una riunione alla presenza dell’assessore alla Partecipazione Luigi Rabuffi per l’illustrazione del nuovo Regolamento della Partecipazione e l’elezione degli Organi delle Consulte, come previsto dall’articolo 8 del Regolamento
Sono presenti all'incontro n° 48 persone in rappresentanza di 40 associazioni tra cui il sottoscritto in rappresentanza di ANOSS
Si deve ricordare che l’adesione alle Consulte può rappresentare un prezioso strumento di confronto e discussione propositiva in merito alle politiche e all’attività dell’Amministrazione. Nella sua totale volontarietà e gratuità rappresenta un’opportunità concreta, a patto che venga utilizzata correttamente, per un’espressione libera e democratica tesa alla creazione di una via costruttiva e condivisa di partecipazione alla vita pubblica. Un obiettivo non espre4sso ma tacitamente presente e potenzialmente di grande interesse è che le iniziative che la consulta potrà mettere in atto sono non solo un bene per la vita democratica in senso generale, ma, nello specifico uno strumento utile a riavvicinare molte persone alla politica. Persone che attraverso un momento di espressione dei bisogni impara a confrontarsi con la realtà socio economica e politica del territorio sviluppando così il valore del tessuto associativo e una miglior consapevolezza dei problemi  e delle opportunità.
Per una visione completa del testo clicca su REGOLAMENTO PARTECIPAZIONE
Le modalità per le elezioni degli organi della Consulta prevedono diversi momenti elettivi per formare il Comitato esecutivo sarà composto da un max di 7 componenti, così strutturato:
- n. 1 coordinatore;
- n. 2 vice-coordinatori;
- n. 4 componenti eletti dall'assemblea della consulta.
I dati seguenti sono stati stralciati dal verbale ufficiale della seduta:

Si procede alle elezioni e dopo aver ricevuto le proposte di candidatura ai vari ruoli.
Si procede alla votazione a scrutinio segreto (votanti 38) per il ruolo di coordinatore.
Viene eletto coordinatore il sig. Dapero Renato

Si procede alla votazione a scrutinio segreto per il ruolo dei vice-coordinatore.
Vengono eletti in qualità di vice-coordinatore: Bonanno Davide e Dametti Laura

Si procede, uno alla volta, alla votazione a scrutinio palese dei 4 componenti il Comitato esecutivo.
Vengono eletti i sigg. Lusenti Mariantonia, Soresi Mario, Pugliese Franco, Zani Paola.


Al termine del procedimento, lungo per necessità di cose, ma irreprensibile sul piano della correttezza, è risultato costituito il Comitato che prenderà servizio effettivo molto presto e comunque prima della fine del mese di gennaio. L’auspicio è che questo organismo trovi in sé stesso e nei suoi interlocutori istituzionali la forza di agire e l’interesse a mantenere alti i principi della democrazie e della partecipazione. 

mercoledì 18 dicembre 2013

RACCONTO DI NATALE Nessun essere umano è un’isola


Personaggi

Maria: Anziana vedova, residente in una RSA. Nata e vissuta in un comune della provincia di Bergamo.
Miryam: OSS nata alla fine degli anni ’70 a Leopoli in Ucraina. Il nome rinnova quello della nonna materna, Miryam in quanto di origine ebrea, morta insieme a suo figlio nel massacro di Leopoli del 1941. Miryam che ha fatto studi infermieristici non conclusi in Ucraina emigra in Italia dove ha lavorato prima come badante e poi, dopo aver frequentato con profitto il corso come OSS, in una RSA della provincia di Bergamo. È sposata e ha un figlio di 5 anni che vive a Leopoli coi nonni; anche il marito è andato a lavorare all'estero e precisamente in Kazakistan negli impianti di estrazione del gas naturale.
Mario: l’infermiere amico di Miryam.
Guido: il coordinatore inflessibile e un po’ razzista.

Tutto comincia qualche giorno prima. Guido è in difficoltà nell'impostazione dei turni della settimana di Natale. Nessuna OSS accetta di buon grado di fare la notte della Vigilia.

Così Guido si ricorda che Miryam è di fede cristiana ortodossa e che, osservando  il calendario Giuliano, per fortuna visti i problemi di Guido, non festeggia Natale il 25 dicembre, ma tredici giorni dopo.

E poi - questa Ucraina – pensò - diventata OSS solo l’anno scorso, che non sa neanche bene l’italiano, potrà fare un turno notturno in più, tanto a casa sua evidentemente si stava molto male se se ne è venuta qui.. la sua religione poi.. per lei il 25 non è neanche festa.

Così il giorno dopo questa bella pensata la chiama nel suo ufficio.

 - Tu farai la notte tra il 24 e il 25 e poi riposo
-        -  Ma io ha fatto già due notti.. presto
-        - Tutte le OSS hanno problemi di famiglia, e poi c’è la messa di mezzanotte, la messa di Natale. Tu vivi sola e per te il 25 non è neanche Natale, quindi..
-        -Si, per me non è Natale, vivo sola, ma come mi spieghi che devo fare più notti degli altri?
-       - Te l’ho già spiegato, accidenti, vuoi farmi impazzire per la settimana di Natale?

Miryam tace, ogni insistenza sarebbe stata solo controproducente per i futuri rapporti con Guido che è il direttore; con lui non si può discutere più di tanto. E poi potrebbe peggiorare anche i rapporti con i suoi compagni e compagne di lavoro. 
-Già ce ne sono molti che mi vedono con poca simpatia.- così pensa e così a malincuore accetta.

Viene infine la notte di Natale e dopo le otto già si va spegnendo il rumore, ancora poche anziane guardano la televisione tra sbadigli e sussurri e le solite irrefrenabili, mai stanche di camminare, vagano inconsapevoli perse nei loro pensieri confusi. A poco a poco tutte le residenti  rientrano nella loro stanza e si addormentano o restano comunque silenziose.
Solo Maria non dorme. E chiama a voce bassa e un po’ tremante. Miryam accorre a la trova scoperta e protesa nel tentativo di alzarsi.

-     -  Ma cosa fai Maria?! Dove vuoi andare?! Fa tanto freddo, sai?
-      -Voglio andare a casa
-     -  Ci penseremo domani… adesso dormire e coprire almeno
-     - Voglio andare a casa, domani è Natale e devo essere a casa, viene mio figlio! Sai, è tanto che non lo vedo. Non c’è stato un Natale senza mio figlio, prima…
-     -  Capisco Maria, e come… anch'io vuole vedere mio figlio domani
-      - Ma tu domani mattina vai a casa..
-      - Si ma mio figlio è tanto lontano
-     -  Lontano?
-      - Si, non lo sai? Io sono di un altro paese. E mio figlio è rimasto là coi nonni.
-      - E suo padre non c’è?
-      -  No, è andato anche lui, a cercare lavoro. In Kazakistan a fare il meccanico nel gas
-      -  Anche mio marito se ne è andato…  il tuo tornerà! Ma tu sei Miryam? Che bel nome!
-      -  Si era il nome della mia nonna. Povera nonna.. era ebrea..

Dopo le parole di Maria e il ricordo della nonna la mente di Miryam si blocca. Non aveva mai conosciuto sua nonna se non attraverso i racconti dei suoi genitori. 

Era una donna coraggiosa, non si era nascosta di fronte alla persecuzione e insieme al suo primogenito e a quasi tutti gli altri ebrei di Leopoli un tragico giorno fu costretta a camminare verso una fine cruenta. Si sentiva tanto vicina a lei e se ne sentiva l’erede non solo nel nome.

Un solo pensiero si fa strada: -siamo tutte uguali, giovani, vecchie, al lavoro o ricoverate, italiane o straniere, belle o brutte, ortodosse o cattoliche o ebree coma la mia povera nonna. Tutto si ferma se intorno a noi mancano i nostri cari e più di tutto se non possiamo essere vicini al “nostro bambino”. Si, perché anche per Maria che ha 85 anni suo figlio è il suo bambino, che questa sera non c’è… proprio la notte della nascita del “bambino”.

Con molti pensieri e poche parole, le due donne restano insieme tutta la sera finché verso la mezzanotte arriva un giovane bello, alto, vestito di bianco.

-       - Buon Natale, belle signore
-       -Buon Natale. Risponde Miryam
-       -Buon Natale – risponde Maria – ma chi sei?

Il giovane risponde alla domanda di Maria con una lunga carezza. Che mani calde e che potere ha la sua presenza!

Ecco comparire immagini danzanti nella camera e le due mamme vedono il loro bambino, lo vedono nella forma gioiosa e spensierata in cui l’hanno visto qualche volta da piccolo e sempre lo vorrebbero vedere. Mamma Maria se lo stringe dopo averlo visto correre a perdifiato verso di lei e Miryam sorride in quel momento magico.
Poi, tutto lentamente svanisce lasciando un sentimento di grande serenità.

-      - Era un angelo - dice Maria
-       - Si, era un angelo -risponde Miryam, girandosi e salutando il suo amico Mario, l’infermiere che conosceva molto bene l’arte della cura.



Mario, infatti, aveva compreso da tempo quanto fosse indispensabile curare prima di tutto l’anima, e solo dopo il corpo. Questo giovane infermiere aveva imparato ormai che tutti partecipiamo allo stesso modo all'umanità e che basta l’assenza di un solo essere umano perché l’intera nostra specie manchi di qualcosa di essenziale, perché nessuno è isolato, e nessuno può sperare di vivere bene indipendentemente dalle relazioni con gli altri. Mario sapeva anche, però, che ogni essere umano vivo e presente ha il compito di continuare ad arricchire l’umanità come può, magari anche solo con una carezza, che talvolta può essere capace di rendere visibile quell'invisibile che ognuno di noi ha a cuore e desidera.




-       - Che bella notte di Natale, anche tu hai visto il tuo bambino?
-       - Si l’ho visto, eravamo insieme nella nostra casa in Ucraina…
E Maria a lei, sorridendo:
-      - L’è pròpe vèra che sè töć fradei[i]






[i] Dal dialetto bergamasco, letteralmente “è proprio vero che si è tutti fratelli”

mercoledì 6 novembre 2013

Una voce dalla Calabria: Un convegno sulla figura professionale dell'OSS a RENDE (CS)

La Scuola di formazione professionale ProjectLife organizza a RENDE (CS) il convegno teso a valorizzare il percorso formativo che si è appena concluso per una cinquantina di OSS

Il convegno reca il seguente titolo:
L’inserimento degli O.S.S. nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere: dal presente al futuro


L’obiettivo generale dellevento è quello di fornire un approfondimento sul concetto di responsabili, competenza e ruolo dei professionisti che compongono lequipe assistenziale alla luce dei nuovi modelli organizzativi.

Lobiettivo specifico è quello di discutere sul ruolo della figura OSS e sulle prospettive di formazione futura. A tale riguardo si rende necessario definire gli ambiti di competenza e gli spazi decisionali delle diverse figure professionali con un diverso impiego nel processo di cura, attraverso il decentramento delle attivi, il coinvolgimento di tutti i professionisti, la metodologia del Problem Solving. 

Verranno analizzate le norme che regolamentano lesercizio professionale degli operatori socio-sanitari che, insieme agli attori del panorama sanità,svolgono un ruolo attivo nel recupero e nella promozione della salute dei cittadini.
All'evento prenderanno parte gli allievi ai quali sarà consegnato l’attestato di qualifica professionale conseguito, il corpo docente e i dirigenti regionali del Settore Formazione Professionale e del Settore Tutela della salute e Sanità.

L’evento formativo è rivolto inoltre a tutte le figure professionali dagli infermieri, nonché  agli operatori socio sanitari (O.S.S.) che svolgono la loro attività nelle diverse strutture sanitarie e/o sociosanitarie che hanno a cuore il miglioramento costante delle competenze professionali, dei ruoli ricoperti e delle funzioni attribuite.
Di seguito si riporta il programma

ORE 9.30
Apertura dei lavori
ISCRIZIONE
10.00 – 10.30
Il percorso formativo degli OSS
10.30 – 11.00
Le Competenze avanzate delle
figure di supporto: gli O.S.S. sul territorio

11.00 – 11.30
Nuovi modelli organizzativi nel processo assistenziale

11.30 – 12.00
Criteri per la determinazione dei fabbisogni del personale OSS
12.00 – 12.30
Le nuove opportunità di formazione: la terza S
12.30
Consegna Attestati
13.00
Aperitivo a chiusura dei lavori
Relatori 
- Ass. Regione Calabria Formazione Professionale
- Commissario ad acta Regione Calabria  
- Esponente  ANOSS
- Legale Rappresentante ProjectLife
- Esponente Aiop

Vale la pena di richiamare i contenuti del corso che con questo convegno la scuola di formazione intende far conoscere alla più vasta platea possibile per l'interesse che la professione di OSS qualificato viene ad assumere sia per l'alto valore etico e sociale della professione sia come vera e propria occasione di lavoro.

Il corso si è svolto con una durata di 1000 ore ed era rivolto a personale occupato nel settore con mansioni diverse. La segreteria didattica del corso, curata da Romano Assunta e da Piro Angela ha così sintetizzato  i contenuti del corso stesso
Il percorso didattico è stato finalizzato alla formazione di n. 46 allievi già dipendenti (con mansioni diverse), presso le strutture coinvolte nel corso formativo.
Obiettivo del corso è stato quello di formare figure, attraverso interventi di qualificazione del personale in servizio presso le strutture coinvolte: Villa Augusta (Castrovillari) - San Bartolo ( Cosenza)  e La Tortuga ( Cassano allo Ionio).
La metodologia formativa è stata orientata all'integrazione di lavoro pratico e teorico, realizzato con lezioni interattive e utilizzo di metodologie didattiche in grado di generare un forte coinvolgimento ed una reale fruizione attiva dell’attività formativa, nonché attraverso sessioni di pratica, fondamentali per l’acquisizione e il consolidamento delle competenze tecniche e operative.
In particolare, il percorso formativo – articolato secondo quattro aree tematiche (socio culturale, istituzionale e legislativa; psicologica e sociale; igienico-sanitaria; tecnico operativa) – è stato caratterizzato da due moduli principali, uno base della durata di 200 ore ed uno professionalizzante della durata di 800 ore, a loro volta suddivisi in unità formative. Nell'ambito della didattica in aula sono stati trattati analisi di casi, esercitazioni e lavori in team per lo sviluppo delle metodologie operative necessarie per operare nell'ambito dei servizi socio-assistenziali e in più generale sanitari.