sabato 20 settembre 2014
ANOSS Magazine News: Meeting SUD- 22 ottobre
ANOSS Magazine News: Meeting SUD- 22 ottobre: 1 ° Meeti ng delle Professioni Sociosanitarie - SUD Hotel Palace BARI 22 Ottobre 2014. Finalmente è tutto pronto Le aziende ci ha...
lunedì 19 maggio 2014
Nuovo welfare - La governance dei servizi sociosanitari
Pubblico il link per vedere le slide che presenterò in apertura del programma di lavoro sulla "Governance dei servizi sociosanitari" che si svolgerà a Bologna Exposanità dal 21 al 23 maggio.
Se vuoi vedere le slide Clicca qui
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lunedì 12 maggio 2014
ANOSS Magazine News: ANOSS si rinnova
ANOSS Magazine News: ANOSS si rinnova: In data 14 aprile ad Ancona si è tenuta l'assemblea dei soci ANOSS in cui è stato approvata una modifica dello statuto ed sono stati el...
martedì 4 febbraio 2014
CONSULTA Sociale, Salute, Famiglia, Immigrazione, Mondialità e Pari opportunità
Relazione
introduttiva
Le consulte
trovano la loro giustificazione giuridica nel vigente Regolamento della
partecipazione del comune di Piacenza. Per comprenderne il senso occorre partire dall'esame degli scopi che vengono attribuiti alle consulte. All'art. 12 del
regolamento si dice che le consulte sono “strumenti di stimolo e partecipazione
dei soggetti coinvolti nella vita politica e amministrativa del territorio …
tendono al raggiungimento della coesione sociale basata su scelte condivise”.
Al punto 4 di detto articolo si afferma che le consulte “svolgono la propria
attività in piena autonomia”avendo ovviamente il regolamento come riferimento.
La Consulta
ha il compito di promuovere la cultura della partecipazione valorizzando il
ruolo delle associazioni. Il Comitato Esecutivo predispone l’agenda dei lavori
e i documenti da sottoporre all'assemblea. La Consulta svolge funzioni
propositive e consultive facendo atti di “proposta, studio, osservazione”(art.
19). Entro settembre proposte per la predisposizione del bilancio evidenziando i
bisogni e proposte anche nella fase di predisposizione di piani e programmi.
Alle proposte i competenti organi devono dare risposta entro 90 giorni. La
Consulta promuove autonomamente o di concerto col Sindaco (ovvero assessore
competente) incontri e dibattiti per una maggior informazione dei cittadini,
incontri con altri enti e iniziative pubbliche. La Consulta esprime pareri e
predispone relazioni.
Necessità
di una linea
Quanto sopra,
in sintesi, ciò che prevede il regolamento. Ora si deve decidere con quale
atteggiamento affrontare il ruolo che compete ai componenti delle consulte e a
tale proposito è subito necessario rilevare che occorre in primo luogo
spogliarsi della visione che deriva dall'appartenenza ad una determinata
associazione utilizzando però la personale esperienza di vita associativa per
costruire, in collaborazione, la linea della Consulta.
Un ruolo
consultivo, che era l’unico in passato, forse lo si può svolgere, sia pur con
qualche limite, anche senza aver definito una linea strategica della Consulta
(Se viene richiesto un parere su un atto dell’Amministrazione, si studia il
contenuto dell’atto, lo si discute in una o più riunioni e alla fine un parere
più o meno documentato lo si può dare), ma la funzione propositiva è molto più
difficile da realizzare. Certo si può operare come detto sopra anche quando si
cercasse di fare una proposta autonoma ma, in assenza di una linea condivisa
della Consulta, ci sarebbero difficoltà interne a tracciare, di volta in volta,
una linea condivisa su una proposta singola. Probabilmente accontenterebbe
qualcuno e scontenterebbe altri e potrebbe cadere in una situazione di impasse.
Occorre quindi costruire una linea politica della Consulta partendo dalle opinioni e dal pensiero del gruppo che costituisce l’Esecutivo riservandosi,
poi, di portarla in esame all'assemblea allo scopo di ottenere la massima
condivisione. Ciò garantisce maggior coerenza nei comportamenti futuri.
Le
difficoltà più evidenti
Le
difficoltà da superare sono sostanzialmente legate ai seguenti fattori:
- · i componenti dell’Esecutivo hanno provenienza ed esperienze differenti e non sono abituati a lavorare insieme,
- · hanno conoscenze circoscritte al settore di attività della propria associazione,
- · non esiste nella storia recente una documentazione circa fenomeni simili a quello che si sta cercando di realizzare in quanto le consulte nella precedente esperienza hanno avuto funzioni più limitate,
- · non esiste a questo fine un supporto da parte dell’Amministrazione coerentemente col fatto che le consulte devono essere autonome,
- · l’autonomia da un lato è una ricchezza e dall'altro un problema perché come tutti gli elementi di libertà richiede un certo sforzo infatti l’autonomia è scritta nel regolamento ma è vera solo in potenza, in realtà è necessario conquistarla e difenderla,
- · la conoscenza della realtà sociopolitica di cui si deve occupare la consulta non è semplice ed è poco nota nel suo insieme anche perché in passato non esisteva una consulta con un così esteso campo di interesse.
Si pone
quindi il problema di svolgere delle osservazioni e delle analisi approfondite dei
vari contesti sociali a cui la Consulta si riferisce e questo è un compito che
si potrà svolgere nel tempo anche creando, come previsto dal regolamento, degli
appositi “Tavoli di lavoro”. Su questo fronte si parte da zero e l’obiettivo
che ci si può porre è di concludere il mandato lasciando ai successori un
patrimonio di conoscenza articolato in riferimento ai problemi sociali più
rilevanti della città.
Punti di
forza e di debolezza
Disporre di
una linea di comportamento è un punto di arrivo a cui si può giungere attraverso
una marcia di avvicinamento programmata. Prima di tutto è necessario costruirne
la struttura escludendo qualche pericolo e mettendo in risalto i punti di
forza.
Un primo
pericolo da evitare è definire un’errata interpretazione del ruolo politico
della consulta. Non deve sconfinare nella difesa di una linea politica di
partito proprio per evitare di diventare un organismo di copertura in un caso,
o, in caso contrario, di sterile contrapposizione. Ciò non significa che ogni
singolo componente non debba sostenere le sue visioni politico-sociali ma
evidentemente lo deve fare nella visione alta della politica intesa come
interesse della città. Questo è il primo punto di convergenza necessario: si
deve sapere che la consulta ha un ruolo politico ma che tale ruolo deve essere
giocato in modo slegato dagli schieramenti di partito.
Il secondo
pericolo è quello di cercare una linea senza conoscere l’oggetto a cui riferire
tale linea di comportamento. Per questa ragione si devono definire gli oggetti
dello studio e le persone che devono portarlo a compimento.
Il terzo
pericolo è quello di scontrarsi sulle strategie o perdersi nei particolarismi.
Per avere una linea bisogna decidere e come è noto decidere significa tagliare.
(Dal latino - deciduo = tagliar
via, mozzare). Quindi un passo importante è escludere dal campo di
applicazione alcune parti e focalizzare l’attenzione soltanto su altre.
I punti di
forza sono pochi ma rilevanti. Il primo è che il Regolamento prevede
l’autonomia delle consulte quindi non solo non esclude niente ma stimola ad agire.
Un secondo
punto di forza è la varietà dei componenti della Consulta e dei membri
dell’Esecutivo che garantisce l’esistenza di competenze potenzialmente
sinergiche.
Un terzo
punto, e su questo non so se ottengo unanime consenso, è la gratuità
dell’incarico. Se, pur senza alcun compenso, si riesce a lavorare, il risultato
non sarà condizionato dall'interesse economico dei singoli ma, scevro da fini
particolari, sarà conseguente ad analisi di tipo socio-culturale indipendenti
ed oggettive quindi del tutto rispondente all'interesse diffuso.
La “scaletta”
La linea
della Consulta va definita con l’apporto di tutti i componenti utilizzando come
supporto questa sequenza logica:
- · Avere una linea è conseguenza di una decisione
- · Per decidere è necessario conoscere
- · La conoscenza deve essere condivisa (in Esecutivo e poi con tutta l’assemblea)
- · La decisione deve essere motivata
- · In seguito la decisione deve essere formalizzata in un documento
- · Infine deve essere pubblicizzata
Questa
sequenza logica deve essere utilizzata ora nella costruzione della linea
strategica della Consulta e successivamente ogni volta che si deve decidere.
La linea
socio-politica
La linea
della Consulta è frutto della conquista di una autonomia culturale che può
scaturire solo da un processo di elaborazione di conoscenza. Poiché i possibili
ambiti di interesse sono molteplici e i livelli di intervento possibili sono anch'essi numerosi, come abbiamo più volte rilevato, la prima decisione
importante da prendere è quella di circoscrivere il campo di azione.
Se decidere
significa tagliare allora la prima proposta da valutare è quella di tagliare la
“testa” e la “coda”.
Se si
attribuisse un’immagine grafica alle possibili azioni si otterrebbe
verosimilmente una piramide che alla base ha una gran quantità di questioni di
poco conto interrelate e spesso in conflitto tra loro, mentre al vertice la
decisione di alta strategia sulle possibili (poche) alternative di allocazione
delle risorse. Questa decisione di alta strategia è per definizione di
competenza del vertice politico e include scelte in linea col partito di
riferimento e confronto con altri settori. In merito si potrà dire qualcosa nel
parere sul bilancio ma lo studio del problema è competenza specifica dell’Amministrazione.
D’altro canto, quello invece dell’infinito campo dei piccoli problemi è
preferibilmente da evitare perché riduttivo, conflittuale e non favorisce una
“visione d’insieme”.
Ciò di cui si
dovrà occupare la Consulta è dunque il grande spazio centrale facendo
attenzione a dipanare l’azione sui settori più rilevanti per numero o importanti
per altro aspetto. (Vedi integrazione culturale, forte grado di interrelazione
con elementi numericamente importanti e altri parametri rilevanti)
Se il ragionamento fin qui svolto viene condiviso ne
consegue che:
- · bisogna
intraprendere uno studio che serva da base ad ogni altro sviluppo
- · il campo di
riferimento della ricerca è la popolazione
- · il primo
aspetto da rilevare, squisitamente demografico, è la consistenza numerica delle
classi di età, delle classi economico-professionali e il relativo trend di
sviluppo.
- · il secondo,
sempre demografico, è però riferito alla condizione sanitaria quindi
sostanzialmente l’epidemiologia e relativo trend nel territorio piacentino.
Occorre
procedere con la costituzione di due tavoli di lavoro col compito di studiare i
problemi di cui sopra. Nella costituzione dei tavoli si potranno includere
anche altri componenti estratti dall'assemblea, così, per integrare l’Esecutivo
a cui manca un componente per l’indisponibilità dichiarata di un membro, e per
dar vita al gruppo da inserire nell’interconsulte, potranno essere coinvolte persone
con disponibilità a collaborare in questo lavoro di ricerca.
lunedì 20 gennaio 2014
giovedì 16 gennaio 2014
ANOSS Magazine News: Exposanità: la preparazione è avviata
ANOSS Magazine News: Exposanità: la preparazione è avviata: Appuntamento Exposanità: dal 21 al 24 maggio ANOSS in prima linea nella preparazione degli eventi di Exposanità. Il 10 gennaio c'è s...
Comune di PIACENZA – Consulta Sociale, Salute, Famiglia, Immigrazione, Mondialità e Pari opportunità
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| Piazza Cavalli - Icona della città |
Martedì 17 dicembre alle ore 20,45 a
Piacenza, presso la Sala
comunale di via Martiri della Resistenza 8 si è tenuta una riunione alla
presenza dell’assessore alla Partecipazione Luigi Rabuffi per l’illustrazione
del nuovo Regolamento della Partecipazione e l’elezione degli Organi delle
Consulte, come previsto dall’articolo 8 del Regolamento
Sono presenti all'incontro n° 48
persone in rappresentanza di 40 associazioni tra cui il sottoscritto in
rappresentanza di ANOSS
Si deve ricordare che l’adesione alle
Consulte può rappresentare un prezioso strumento di confronto e discussione
propositiva in merito alle politiche e all’attività dell’Amministrazione. Nella
sua totale volontarietà e gratuità rappresenta un’opportunità concreta, a patto
che venga utilizzata correttamente, per un’espressione libera e democratica
tesa alla creazione di una via costruttiva e condivisa di partecipazione alla
vita pubblica. Un obiettivo non espre4sso ma tacitamente presente e
potenzialmente di grande interesse è che le iniziative che la consulta potrà
mettere in atto sono non solo un bene per la vita democratica in senso
generale, ma, nello specifico uno strumento utile a riavvicinare molte persone
alla politica. Persone che attraverso un momento di espressione dei bisogni
impara a confrontarsi con la realtà socio economica e politica del territorio sviluppando
così il valore del tessuto associativo e una miglior consapevolezza dei
problemi e delle opportunità.
Per una visione completa del testo clicca su
REGOLAMENTO
PARTECIPAZIONE
Le modalità per le elezioni degli organi della Consulta prevedono
diversi momenti elettivi per formare il Comitato esecutivo sarà composto da un
max di 7 componenti, così strutturato:
- n. 1 coordinatore;
- n. 2 vice-coordinatori;
- n. 4 componenti eletti dall'assemblea della consulta.
I dati seguenti sono stati stralciati dal verbale ufficiale della
seduta:
Si procede alle elezioni e dopo aver ricevuto le proposte di
candidatura ai vari ruoli.
Si procede alla votazione a scrutinio segreto (votanti 38) per il ruolo
di coordinatore.
Viene eletto coordinatore il sig. Dapero Renato
Si procede alla votazione a scrutinio segreto per il ruolo dei
vice-coordinatore.
Vengono eletti in qualità di vice-coordinatore: Bonanno Davide e
Dametti Laura
Si procede, uno alla volta, alla votazione a scrutinio palese dei 4
componenti il Comitato esecutivo.
Vengono eletti i sigg. Lusenti Mariantonia, Soresi Mario, Pugliese
Franco, Zani Paola.
Al termine del procedimento, lungo per necessità di cose, ma
irreprensibile sul piano della correttezza, è risultato costituito il Comitato
che prenderà servizio effettivo molto presto e comunque prima della fine del
mese di gennaio. L’auspicio è che questo organismo trovi in sé stesso e nei
suoi interlocutori istituzionali la forza di agire e l’interesse a mantenere
alti i principi della democrazie e della partecipazione.
mercoledì 18 dicembre 2013
RACCONTO DI NATALE Nessun essere umano è un’isola
Personaggi
Maria: Anziana vedova, residente in una RSA.
Nata e vissuta in un comune della provincia di Bergamo.
Miryam: OSS nata alla fine degli anni ’70 a
Leopoli in Ucraina. Il nome rinnova quello della nonna materna, Miryam in
quanto di origine ebrea, morta insieme a suo figlio nel massacro di Leopoli del
1941. Miryam che ha fatto studi infermieristici non conclusi in Ucraina emigra
in Italia dove ha lavorato prima come badante e poi, dopo aver frequentato con
profitto il corso come OSS, in una RSA della provincia di Bergamo. È sposata e
ha un figlio di 5 anni che vive a Leopoli coi nonni; anche il marito è andato a
lavorare all'estero e precisamente in Kazakistan negli impianti di estrazione
del gas naturale.
Mario: l’infermiere amico di Miryam.
Guido: il coordinatore inflessibile e un
po’ razzista.
Tutto comincia qualche giorno prima. Guido è in difficoltà
nell'impostazione dei turni della settimana di Natale. Nessuna OSS accetta di
buon grado di fare la notte della Vigilia.
Così Guido si ricorda che Miryam è di fede cristiana ortodossa e che, osservando il calendario Giuliano, per fortuna visti i problemi di Guido, non festeggia Natale il 25 dicembre, ma tredici giorni dopo.
Così Guido si ricorda che Miryam è di fede cristiana ortodossa e che, osservando il calendario Giuliano, per fortuna visti i problemi di Guido, non festeggia Natale il 25 dicembre, ma tredici giorni dopo.
E poi - questa Ucraina – pensò -
diventata OSS solo l’anno scorso, che non sa neanche bene l’italiano, potrà
fare un turno notturno in più, tanto a casa sua evidentemente si stava molto
male se se ne è venuta qui.. la sua religione poi.. per lei il 25 non è neanche
festa.
Così il giorno dopo questa bella pensata la chiama nel suo
ufficio.
- Tu farai la notte tra il 24 e il 25 e poi riposo
- Tu farai la notte tra il 24 e il 25 e poi riposo
- - Ma io ha fatto già due notti.. presto
- - Tutte le OSS hanno problemi di famiglia, e poi
c’è la messa di mezzanotte, la messa di Natale. Tu vivi sola e per te il 25 non
è neanche Natale, quindi..
- -Si, per me non è Natale, vivo sola, ma come mi
spieghi che devo fare più notti degli altri?
- - Te l’ho già spiegato, accidenti, vuoi farmi
impazzire per la settimana di Natale?
Miryam tace, ogni insistenza sarebbe stata solo
controproducente per i futuri rapporti con Guido che è il direttore; con lui
non si può discutere più di tanto. E poi potrebbe peggiorare anche i rapporti
con i suoi compagni e compagne di lavoro.
-Già ce ne sono molti che mi vedono
con poca simpatia.- così pensa e così a malincuore accetta.
Viene infine la notte di Natale e dopo le otto già si va
spegnendo il rumore, ancora poche anziane guardano la televisione tra sbadigli
e sussurri e le solite irrefrenabili, mai stanche di camminare, vagano
inconsapevoli perse nei loro pensieri confusi. A poco a poco tutte le
residenti rientrano nella loro stanza e
si addormentano o restano comunque silenziose.
Solo Maria non dorme. E chiama a voce bassa e un po’
tremante. Miryam accorre a la trova scoperta e protesa nel tentativo di
alzarsi.
- - Ma cosa fai Maria?! Dove vuoi andare?! Fa tanto
freddo, sai?
- -Voglio andare a casa
- - Ci penseremo domani… adesso dormire e coprire
almeno
- -
Voglio andare a casa, domani è Natale e devo essere
a casa, viene mio figlio! Sai, è tanto che non lo vedo. Non c’è stato un Natale
senza mio figlio, prima…
- - Capisco Maria, e come… anch'io vuole vedere mio
figlio domani
- -
Ma tu domani mattina vai a casa..
- - Si ma mio figlio è tanto lontano
- - Lontano?
- - Si, non lo sai? Io sono di un altro paese. E mio
figlio è rimasto là coi nonni.
- - E suo padre non c’è?
- - No, è andato anche lui, a cercare lavoro. In
Kazakistan a fare il meccanico nel gas
- - Anche mio marito se ne è andato… il tuo tornerà! Ma tu sei Miryam? Che bel
nome!
- - Si era il nome della mia nonna. Povera nonna..
era ebrea..
Dopo le parole di Maria e il ricordo della nonna la mente di
Miryam si blocca. Non aveva mai conosciuto sua nonna se non attraverso i
racconti dei suoi genitori.
Era una donna coraggiosa, non si era nascosta di fronte alla persecuzione e insieme al suo primogenito e a quasi tutti gli altri ebrei di Leopoli un tragico giorno fu costretta a camminare verso una fine cruenta. Si sentiva tanto vicina a lei e se ne sentiva l’erede non solo nel nome.
Era una donna coraggiosa, non si era nascosta di fronte alla persecuzione e insieme al suo primogenito e a quasi tutti gli altri ebrei di Leopoli un tragico giorno fu costretta a camminare verso una fine cruenta. Si sentiva tanto vicina a lei e se ne sentiva l’erede non solo nel nome.
Un solo pensiero si fa strada: -siamo tutte uguali, giovani, vecchie, al
lavoro o ricoverate, italiane o straniere, belle o brutte, ortodosse o
cattoliche o ebree coma la mia povera nonna. Tutto si ferma se intorno a noi
mancano i nostri cari e più di tutto se non possiamo essere vicini al “nostro
bambino”. Si, perché anche per Maria che ha 85 anni suo figlio è il suo bambino,
che questa sera non c’è… proprio la notte della nascita del “bambino”.
Con molti pensieri e poche parole, le due donne restano
insieme tutta la sera finché verso la mezzanotte arriva un giovane bello, alto,
vestito di bianco.
- - Buon Natale, belle signore
- -Buon Natale. Risponde Miryam
- -Buon Natale – risponde Maria – ma chi sei?
Il giovane risponde alla domanda di Maria con una lunga
carezza. Che mani calde e che potere ha la sua presenza!
Ecco comparire immagini danzanti nella camera e le due mamme
vedono il loro bambino, lo vedono nella forma gioiosa e spensierata in cui
l’hanno visto qualche volta da piccolo e sempre lo vorrebbero vedere. Mamma Maria
se lo stringe dopo averlo visto correre a perdifiato verso di lei e Miryam
sorride in quel momento magico.
Poi, tutto lentamente svanisce lasciando un sentimento di
grande serenità.
- - Era un angelo - dice Maria
- - Si, era un angelo -risponde Miryam, girandosi e
salutando il suo amico Mario, l’infermiere che conosceva molto bene l’arte
della cura.
Mario, infatti, aveva compreso da tempo quanto fosse indispensabile curare prima di tutto l’anima, e solo dopo il corpo. Questo giovane infermiere aveva imparato ormai che tutti partecipiamo allo stesso modo all'umanità e che basta l’assenza di un solo essere umano perché l’intera nostra specie manchi di qualcosa di essenziale, perché nessuno è isolato, e nessuno può sperare di vivere bene indipendentemente dalle relazioni con gli altri. Mario sapeva anche, però, che ogni essere umano vivo e presente ha il compito di continuare ad arricchire l’umanità come può, magari anche solo con una carezza, che talvolta può essere capace di rendere visibile quell'invisibile che ognuno di noi ha a cuore e desidera.
- - Che bella
notte di Natale, anche tu hai visto il tuo bambino?
- - Si l’ho visto, eravamo insieme nella nostra casa
in Ucraina…
E Maria a lei, sorridendo:
- - L’è pròpe vèra che sè töć fradei[i]
mercoledì 6 novembre 2013
Una voce dalla Calabria: Un convegno sulla figura professionale dell'OSS a RENDE (CS)
La Scuola di formazione professionale ProjectLife organizza a RENDE (CS) il convegno teso a valorizzare il percorso formativo che si è appena concluso per una cinquantina di OSS.
Il convegno reca il seguente titolo:
L’inserimento degli
O.S.S. nelle
Aziende Sanitarie ed Ospedaliere: dal presente al futuro
L’obiettivo generale dell’evento è quello di fornire un approfondimento sul concetto di responsabilità, competenza e ruolo dei professionisti che compongono
l’equipe assistenziale alla luce dei nuovi modelli organizzativi.
L’obiettivo specifico è quello di discutere
sul ruolo della figura OSS e sulle prospettive di formazione futura. A tale riguardo si rende necessario definire gli ambiti di competenza
e gli spazi decisionali delle diverse figure professionali
con
un diverso impiego nel processo di cura, attraverso il
decentramento delle attività, il coinvolgimento di tutti i professionisti, la metodologia del Problem Solving.
Verranno analizzate le norme che regolamentano
l’esercizio professionale degli operatori socio-sanitari che, insieme agli attori del panorama
sanità,svolgono un ruolo attivo nel recupero e nella promozione della salute dei cittadini.
All'evento prenderanno parte gli allievi ai quali sarà consegnato l’attestato di qualifica
professionale conseguito, il corpo docente e i dirigenti regionali del Settore
Formazione Professionale e del Settore Tutela della salute e Sanità.
L’evento formativo
è rivolto inoltre a tutte le figure professionali dagli infermieri, nonché agli operatori socio sanitari (O.S.S.) che
svolgono la loro attività nelle diverse strutture sanitarie e/o sociosanitarie
che hanno a cuore il miglioramento costante delle competenze professionali, dei
ruoli ricoperti e delle funzioni attribuite.
Di seguito si riporta il programma
|
ORE 9.30
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Apertura dei lavori
ISCRIZIONE
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10.00 – 10.30
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Il percorso formativo degli OSS
|
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10.30 – 11.00
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Le Competenze avanzate delle
figure di supporto: gli O.S.S. sul territorio
|
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11.00 – 11.30
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Nuovi modelli organizzativi nel processo assistenziale
|
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11.30 – 12.00
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Criteri per la determinazione dei fabbisogni del personale OSS
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12.00 – 12.30
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Le nuove opportunità di formazione: la terza S
|
|
12.30
|
Consegna
Attestati
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13.00
|
Aperitivo
a chiusura dei lavori
|
Relatori
- Ass. Regione Calabria Formazione
Professionale
- Commissario ad acta Regione Calabria
- Esponente ANOSS
- Legale Rappresentante ProjectLife
- Esponente Aiop
Vale la pena di richiamare i contenuti del corso che con questo convegno la scuola di formazione intende far conoscere alla più vasta platea possibile per l'interesse che la professione di OSS qualificato viene ad assumere sia per l'alto valore etico e sociale della professione sia come vera e propria occasione di lavoro.
Il corso si è svolto con una durata di 1000 ore ed era rivolto a personale occupato nel settore con mansioni diverse. La segreteria didattica del corso, curata da Romano Assunta e da Piro Angela ha così sintetizzato i contenuti del corso stesso
Il percorso didattico è stato finalizzato alla formazione di n. 46 allievi
già dipendenti (con mansioni diverse), presso le strutture coinvolte nel corso formativo.
Obiettivo del corso è stato quello di formare figure, attraverso
interventi di qualificazione del personale in servizio presso le strutture
coinvolte: Villa Augusta (Castrovillari) - San Bartolo ( Cosenza) e La Tortuga ( Cassano allo Ionio).
La metodologia formativa è stata orientata all'integrazione di lavoro
pratico e teorico, realizzato con lezioni interattive e utilizzo di metodologie
didattiche in grado di generare un forte coinvolgimento ed una reale fruizione
attiva dell’attività formativa, nonché attraverso sessioni di pratica,
fondamentali per l’acquisizione e il consolidamento delle competenze tecniche e
operative.
In particolare, il percorso formativo – articolato secondo quattro aree
tematiche (socio culturale, istituzionale e legislativa; psicologica e sociale;
igienico-sanitaria; tecnico operativa) – è stato caratterizzato da due moduli
principali, uno base della durata di 200 ore ed uno professionalizzante della
durata di 800 ore, a loro volta suddivisi in unità formative. Nell'ambito della
didattica in aula sono stati trattati analisi di casi, esercitazioni e lavori
in team per lo sviluppo delle metodologie operative necessarie per operare nell'ambito dei servizi socio-assistenziali e in più generale sanitari.
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